La Matrix Svelata – Parte 2: Droga, Libertà, Moralità

Questo è il secondo di una serie di articoli, estratti dall’opera “La Matrix Svelata” di Jon Rappoport, giornalista investigativo americano.

In questo episodio, Rappoport continua la sua intervista al “propagandista” Ellis Medavoy  sugli inquietanti retroscena della manipolazione di stampa e opinione pubblica da parte di alti funzionari dei servizi segreti americani.

Il primo articolo della serie si trova qui.

DOMANDA: Parliamo di guerra alla droga

RISPOSTA: Ah guardi, non me ne faccia neanche parlare!
I presidenti latinoamericani Fox e Battle (ex-presidente messicano ed ex-presidente uruguayano), dicono che vogliono arrivare a una legalizzazione.
Conosco persone, alle “relazioni pubbliche”, diciamo così, che ci lavorano da anni.
Lavorano a far pubblicare sui maggiori quotidiani tutte le informazioni sulla droga.
“Il flagello della marijuana”, per esempio, basato su studi completamente falsi.

D: Ma scusi, l’opinione pubblica…

R: Lasci perdere: il pubblico riuscirebbe a credere che la luna è fatta di formaggio, se glielo raccontassero le persone giuste.
Guardi, la parte più importante del lavoro di propaganda, il vero punto cruciale, è fare in modo che la gente dimentichi che esiste una differenza fra la libertà e “fare ciò che è giusto”.

D: Di cosa sta parlando?

R: Mi creda, si tratta di un elemento chiave.
Le posso mostrare come, a causa della propaganda, il pubblico ora pensa che ogni tipo di droga è nocivo.
Fare uso di droghe è “una cosa sbagliata” e quindi il loro uso dev’essere proibito. Questa equazione è completamente falsa.

D: Sta dicendo che ormai la gente ha dimenticato cosa sia la libertà?

R: Esatto, non lo sanno. Pensano che la libertà sia proibire ad altre persone di fare “cose sbagliate”.
E qual è la ragione per cui pensano così? La propaganda ha lavorato lungamente per ottenere questo strano risultato.
Questa è illogicità. Deve riuscire a capire di cosa sto parlando: è un po’ complicato, ma è molto importante.

Lasci che la metta in questo modo: quando gli Stati Uniti nacquero, la libertà era considerata la cosa più preziosa.
Lo era davvero.
Significava che tutti, o almeno la maggior parte delle persone, potevano vivere la loro vita come preferivano, a patto che la loro libertà non interferisse con quella degli altri.

Questa idea in quel periodo era molto chiara, riesce a capire?
Se nel 1800 lei voleva fumare erba e io ero contrario, non avevo modo di proibirglielo.
Era un paese libero: la libertà è libertà. Per gli ideali di libertà, lei sarebbe stato libero di fumare erba.

Bene, l’esempio era stupido, ma mi sono spiegato.
Col passare del tempo, chi si occupava a tempo pieno della manipolazione della società aveva capito che questa roba della libertà era davvero una pessima idea.

Rendeva difficile la manipolazione delle persone; per questo motivo, a livello del controllo mentale generalizzato, iniziò a farsi spazio una nuova idea, quella della “moralità a discapito della libertà”.

Moltissimi gruppi sono stati incoraggiati a imporre agli altri la loro idea di “moralità”.
Per noi, il punto cruciale non era un attacco contro i “cattivi”.
Quello che ci interessava è che gli Americani venissero bombardati con l’idea della moralità…
Con una forza tale che in breve tempo l’idea di libertà fu soppiantata da quella di moralità.

Il risultato finale di questa operazione fu il proibizionismo dell’alcol.
Non sarebbe mai stato possibile introdurre il proibizionismo senza che almeno metà della popolazione venisse costantemente nutrita da prediche sulla moralità che arrivavano da ogni angolo del paese.

D: Sta dicendo che fu una cosa intenzionale, indotta?

R: Sì, l’induzione di una febbre moralistica che esiste ancora.
Prenda la guerra alla droga, o quello che vuole lei, gli esempi sono tanti.
L’operazione di propaganda ha fatto in modo che la gente dimenticasse cosa significa libertà.

Poi ci sono gli strati successivi di bugie: quelle che inducono un forte senso di paura: paura della “dipendenza” dalle droghe, paura di essere attaccati da un drogato che si mette a sparare, e così via.

Ecco come funziona la propaganda. Paura che accada il peggio…
Ma nella vita reale le cose sono differenti: se lasciati a se stessi, alcuni si comporteranno male, altri si comporteranno bene.
Non accadrà mai che tutti si comporteranno male.

D: Sta accadendo anche ora?

R: Certamente. Bisogna far credere che la moralità è la cosa più importante.

E’ una meta-operazione, totalmente intenzionale: portiamoli a credere che la moralità sia più importante di qualsiasi libertà, anche di quelle più elementari.

In realtà, a voler essere precisi, con la libertà si avrebbe una pratica naturale della moralità: non è qualcosa che necessiti di tanti insegnamenti, non è una cosa con cui occorre martellare incessantemente la testa delle persone.

Continua

Il lavoro e la visione di Italo Cillo
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About The Author

Italo Cillo

Sono ricercatore e insegnante spirituale, padre di famiglia, autore, imprenditore creativo, blogger e libero pensatore.

Comments

  1. Daniela says:

    premesso che ogni “erba” o parte di pianta può avere un suo curativo e che la “marjiuana è una pianta, abbiamo già detto tutto

    dall’articolo: Pensano che la libertà sia proibire ad altre persone di fare “cose sbagliate”

    risposta: niente affatto, ogni persona viene lasciata a sbagliare da sola se vuole!

    le persone che si cimentano in cose del genere sono di solito oppressive e manipolatrici (cosa molto semplice, però da fare)

    dall’articolo: “moralità a discapito della libertà”

    isposta: religioni ossessive, controllo da parte dello stato, continue “punizioni”, sempre più “gabbie” mentali e fisiche

    dall’articolo: Moltissimi gruppi sono stati incoraggiati a imporre agli altri la loro idea di “moralità”.

    Per noi, il punto cruciale non era un attacco contro i “cattivi”.
    Quello che ci interessava è che gli Americani venissero bombardati con l’idea della moralità…

    risposta: è chiaro, molto chiaro, anzi chiarissimo!

    dall’articolo: con la libertà si avrebbe una pratica naturale della moralità

    risposta: sono d’accordo
    sono anche del parere che ormai tutte queste idee costruite e somministrate ad hoc pian piano si stanno sfaldando ed una nuova realtà si sta facendo strada
    ci si può curare con le piante e con i loro estratti..allo stesso modo di come usavano fare sciamani e guaritori “eletti”…

  2. Daniela says:

    scusatemi gli errori!
    volevo aggiungere che è bene che se ne parli perché probabilmente chi deteneva il potere comincia a non averlo più
    avrei preferito però una condotta diversa da parte di queste persone

    crescere insieme, evolvere liberamente! e non frenare!

  3. wow. esiste una differenza fra la libertà e “fare ciò che è giusto”.

    durante la guerra e la persecuzione degli ebrei era immorale dare sostegno alla vita di un ebreo e perseguibile.

    esiste una differenza fra la libertà e “fare ciò che è giusto” daccordizzimo!!
    e la consapevolezza e l’ascolto del cuore rende liberi.

    Grazie italo per condividere queste riflessioni

  4. daniele says:

    Italoooo fai correggere il sito, non si riesce a condividere il mi piace, l applet del condividi sotto il titolo si blocca, ho provato con firefox o explorer sotto win 8 e non va

  5. Amos B says:

    È verissimo, le persone si sono dimenticate cosa significa veramente la parola LIBERTÀ…

  6. cosa ne penso? Che tutti, ma proprio tutti dovrebbero leggere questo testo

  7. Despy says:

    Io faccio fatica a capire il senso di questi post.

    Cosa si vuole dimostrare? Che le persone sono manipolate? E dov’è la novità? Ognuno di noi ogni giorno cerca di manipolare gli altri per ottenere ciò che vuole.

  8. Rocco says:

    Finalmente viene fuori la verità sulla marijuana, pianta che molti definiscono miracolosa e che ha una storia lunga quanto quella dell’umanità.
    Finalmente oggi studi scientifici dimostrano le proprietà curative dei principi attivi in essa contenuta.
    Va anche ricordato che dalla guerra alla droga chi trasse beneficio fu il consorzio dei tabaccai che si offri di porre rimedio all’improvviso vuoto di mercato con un prodotto cento volte più dannoso della marijuana.

    Grazie Italo per diffondere queste verità,
    attendo il proseguo della serie con trepidazione!

    • Basti pensare che – credo nei primi del 1900 (ma potrei sbagliare) – era totalmente legale. Anzi, se non ho letto, male facevano addirittura “campionati nazionali” di chi produceva la migliore Marijuana.

      ( Qui c’è un articolo decisamente ricco a riguardo, in inglese intitolato “Come la Marjuana è diventata illegale http://www.ozarkia.net/bill/pot/blunderof37.html ).

      Ho sempre pensato, e continuo a pensare, che la maggioranza dei tossicodipendenti recidivi e “senza speranza” non esisterebbero se la droga non fosse illegale. Del resto quello che si cerca è il proibito.

      No tabù, no party.

      Grazie Italo per questa traduzione. Chissà che vita farei ora se non avessi fatto Cerchia e non ti avessi incontrato… ! Sul serio… you saved my ass! 😀

    • Italo Cillo says:

      Grazie a te Rocco!
      Grazie a te Sebastian!

  9. Indipendente da come si consideri la parola “droga” io credo che il vero messaggio di questo articolo è di rinfrescare le nostre menti del significato proprio di LIBERTA’.
    Grazie Italo! 🙂

    • Italo Cillo says:

      Ben detto Luigi!
      Si è liberissimi di detestare la marijuana e qualsiasi altra sostanza, non si è liberi di impedire ad altri di farlo.
      Sono i cosiddetti “crimini senza vittima”, non dovrebbero proprio esistere! 🙂

  10. Andrea says:

    Forse anche nel linguaggio corrente di tutti i giorni dovremmo cominciare a ridefinire i valori come la libertà… da quando ho letto La struttura della magia di Richard Bandler e John Grinder, mi son reso conto che noi parliamo di valori come la libertà, la felicità e così via, dando per scontato che questi siano condivisi allo stesso modo da tutti… se invece riuscissimo a parlarne in termini di processi o semplicemente traducendoli in verbi o mettere dei “confini”, delle “cornici”, entro le quali questo valore dev’essere rispettato, forse potremmo diventare più consapevoli di cosa significhi realmente… Oggi la parola libertà è sbandierata dappertutto, tanto che ha perso il suo reale significato… Come tutte le parole ripetute, col tempo possono perdere il loro vero significato e le loro implicazioni…
    Grazie Italo per la pubblicazione di questi articoli!
    Andrea

  11. Marco 63 says:

    Ho sempre considerato la moralità una gabbia mortale,perchè limita la libertà e quello che è peggio riempie il mondo di giudici.

    Però penso anche che senza un pizzico di moralità non ci sarebbe rispetto per i propri simili o per gli animali.

    Mah! Forse la moralità è una cosa costruita proprio per il controllo.

    Aiutatemi a capire.La moralità di un cattolico è uguale a quella di un ateo?.Se ritenete che queste domande escano dal punto della discussione chiedo scusa a tutti.

    Grazie Italo ti seguo sempre con piacere.

    • Italo Cillo says:

      Carissimo Marco, per me la moralità (= non danneggiare gli altri) è il primo valore, perfino più importante della libertà.
      Il punto è che proprio dalla moralità (= non danneggiare gli altri) discende la libertà (= non-imposizione agli altri di qualcosa senza il loro libero consenso volontario).
      Ecco risolta la contraddizione!
      Saluti affettuosi

    • Mettiamo un po’ di ordine, per favore. Il principio esposto nell’articolo è totalmente corretto. Fu fatta propaganda per condizionare il pensiero delle masse…e sta attualmente venendo usato, pertanto è di valore estremo la diffusione della consapevolezza sull’uso di questa pratica, per “riabilitare” il senso di libertà che può essere stato condizionato o deteriorato, per aver preso “per buono” il martellamento dei media tanto diffuso “a senso unico” e privo di “contraddittorio”. Quindi ottimo lavoro.

      Sulla marijuana. Al di la dell’uso stupefacente, questa pianta aveva molteplici usi anche di produzione industriale per tessuti, corde e canapi solo per citarne alcuni e a basso costo. Demonizzarla facendo leva sui danni prodotti come stupefacente, si distrusse l’industria economica del tempo in altri settori, per favorire l’arrivo delle nuove soluzioni tecnologiche, cioè delle fibre artificiali come il Nylon ed altri prodotti sostitutivi “made in USA”.

      Sulle droghe. Qui però c’è da fare distinzioni alla grande. L’uso dell’effetto stupefacente È SOLAMENTE VALIDO a livello temporaneo, nell’eventualità di lenire la percezione del dolore e cose simili, in modo rapido, se altrimenti non vi sia altro miglior rimedio conosciuto. Gli stupefacenti o meglio dire gli stupidofacenti, danno illusioni e a lungo andare condizionano la personalità dell’individuo, il suo modo di valutare le cose e sempre in modo dannoso, diretto o indiretto che sia. È un mezzo chimico, un mezzo diverso, a differenza di quello ideologico del bombardamento mediatico, come esposto nell’articolo, per condizionare le persone a loro detrimento, in ogni caso. Quando una persona è sta portata a credere di essere incapace ad affrontare e risolvere i suoi problemi, essa tende a rifuggire nell’oblio, poichè la realtà è per lei troppo scomoda da accettare. Gli stupefacenti di ogni risma, come in primis l’alcool e inclusa la marijuana, favoriscono il rifuggire “dalla dura realtà” a tali persone, rafforzando LA FALSITÀ di essere incapaci di risolvere i loro stessi problemi, che è la più grande bugia. Poichè in realtà non è affatto vero che una persona non possa risolvere i suoi problemi, perchè l’esatta cosa che le manca è invece l’How-Know di COME fare. Per esempio, una persona che fa uso di spinelli ogni tanto, ha già un piede nella fossa, poichè crede che non sia in grado di risolvere alcuni dei suoi problemi, qualcosa di tanto elementare come ad esempio “passare una serata più piacevole, con più divertimento e felicità”. Sta semplicemente ammettendo che la sua fantasia, creatività e doti personali non siano all’altezza della situazione (cioè è una auto-invalidazione personale) e quindi debba far uso di un mezzo esterno, un mezzo chimico, perchè è conosciuto di esser capace di, benchè con effetti collaterali dannosi conosciuti (ma sottovalutati), per ovviare “alle sue stesse incapacità” di cui è in qualche modo convinta. No. Di fatto c’è una carenza culturale qui. Tale individuo dovrebbe essere invitato ad acquisire tutto ciò che è conosciuto sul pianeta Terra, come arte, cultura e in particolare sul miglioramento personale. E solamente dopo e solamente allora, se non ha trovato una soluzione ai suoi problemi, può essere permesso di credere che non esista altra soluzione a quella di nascondersi dietro alle illusioni prodotte da sostanze chimiche, quali sono le droghe. Punto. Perchè non sono tanto propenso all’uso di droghe “per risolvere” i problemi? Perchè è già stato dimostrato che le droghe non hanno mai risolto alcun problema, ne mai potranno farlo. Tra l’altro producono maggiori problemi alla persona, in quantità e gravità superiori a quello, che lei sperava di risolvere con gli stupefacenti. Quindi è solamente una effimera trappola. Si parte con l’intenzione di risolvere un problema, ma ci si ritrova poi sopraffatti da una quantità e profondità di altri, che erano totalmente imprevisti. Le droghe si occupano di fornire illusioni e tramite queste di condizionare le menti sulle considerazioni e criteri di valutazione. Anche “politicamente”…ma oserei dire criminalmente parlando, le persone drogate sono più facilmente manipolabili politicamente, specie se sono leader politici che possono condizionare le masse…se mai ancora riusciranno a farlo con la sfiducia oramai diffusa. Le droghe producono alterate percezioni dell’ambiente in cui la persona si trova, aggiungendo, cambiando alcune o tutte le caratteristiche, oppure omettendo percezioni in maggiore o minore misura” vale a dire, la persona vede un mondo diverso da come lo vedono le altre, che di droghe non ne fanno uso. Non vi è la possibilità di controllare l’effetto alterante delle percezioni, sulle quali le droghe influiscono, pertanto i tentativi di “riprodurre gli stessi effetti” si è sempre scientificamente dimostrato impossibile, poichè il “risultato” è condizionato da una variabile biochimica infinita, un volta che la droga è immessa nell’organismo. Ciò che è stato notato è che la persona è sempre meno autosufficiente e quindi più incapace, non solo nelle sue abilità pratiche ma anche nella sua “forza di volontà”, man mano che prosegue. Le droghe quindi alterando le percezioni della persona, favoriscono i suoi errori, poichè essa cerca di dare risposte all’ambiente, percependo però “un mondo diverso”. Tale persona è quindi pericolosa per se e per gli altri poichè le risposte che fornisce, non sono adeguate alla situazione oggettiva. Per essere pratici, una tale persona al volante potrebbe ignorare la presenza di un passante o percepirlo ad una “maggiore distanza” e invece tirarlo di fatto sotto le ruote della sua macchina…”non l’avevo visto…non me lo so spiegare…improvvisamente me lo sono trovato sotto le ruote!!!” Il favorire e la liberalizzazione delle droghe è un tentativo nascosto, di promuovere indirettamente o meno, l’induzione all’omicidio/suicidio e a tutte quelle manifestazioni dannose che l’uso di droghe hanno dimostrato di aver prodotto finora. Pertanto in termini di libertà è discutibile quanto la libertà dell’uso di droghe del singolo, possa garantire la libertà altrui e a quali costi per giunta. Inoltre le droghe si depositano sui tessuti del corpo e senza avvertire anticipatamente la persona che le ospita, sempre a causa di infinite variabili biochimiche, queste medesime sostanze possono ritornare sul flusso sanguigno dell’organismo, dando degli effetti conosciuti come “trip” cioè dei “viaggi” illusori, senza aver preso in quel momento, della nuova droga, nonostante avesse smesso di assumerle anche da molti anni prima. Fatti già documentati anni or sono. Infatti il fenomeno dei “trip” prese fama come sorprendente effetto, da quello prodotto specificatamente dall’LSD, droga chiamata anche “ruggine del grano”, cioè derivata da una ossidazione fungina di questa pianta, che gli psichiatri utilizzarono nei loro esperimenti e che poi si diffuse nelle comunità di tossicodipendenti, di ogni dove sul pianeta. Si, LSD è una droga naturale, non sintetica, scoperta e diffusa dalla psichiatria, che di scientifico non ha nulla per sua stessa ammissione, (dato che ogni singolo psichiatra è un’autorità di per sè e non dipende da un qual si voglia accordo del collega) e risulta essere una ideologia volta a condizionare le masse e gruppi di persone, tramite la paura ed il terrore, come anche tramite altri mezzi che risultano essere efficaci per i suoi fini. Comunque l’effetto “trip” si è poi scoperto che è causato anche da altre droghe, particolarmente se la persona ne ha fatto uso di diverso tipo, che influenzano maggiormente la variabile biochimica in quel senso. Le droghe distruggono le riserve di vitamine C e complesso B dell’organismo, per poter dare i loro effetti illusori. Non ci si può aspettare quindi, che le persone che fanno uso di droghe da strada (hascisc, marijuana, coca, eroina etc) o anche di quelle mediche, o peggio ancora di quelle psichiatriche come “le pastiglie sull’umore” per citarne di un settore, tanto diffuse, si prendano cura della loro persona, come ad esempio sulla nutrizione, tanto per fare un esempio. Perchè? Semplice, le droghe danno l’illusione di sentirsi “bene e tutto a posto!”, quindi perchè mai mi dovrei prendere la briga della cura della salute??? Ma se sono già a posto!!!…beh se poi ho qualche rogna…prendo quella pastiglietta lì, sai…quella la, quella che l’altra volta mi ha aiutato!!! Semplice no?…beh, e se poi non funzionasse più?…ah, allora guarda, vado nuovamente dal medico, glielo dico e me ne faccio dare un’altra, magari una un po’ più “forte”, come ha già fatto la volta scorsa, sai?… Semplice, tutto più semplice, tutto più facile e veloce!. Come si fa dire che le “pastigliette” non siano d’aiuto…è come una manna che viene dal cielo…ne prendi una con un po’ di acqua…e tutto ciò che è brutto o non piace…puff, magicamente sparisce tutto…non lo vedi più…”ti senti bene e tutto quanto è a posto e senza più, tanti pensieri!!!”…

  12. Andrea C. says:

    Ciao Italo,
    ti seguo da anni ma anch’io come despy faccio fatica a capire il senso di questo post.
    Sono anche molto sorpreso che finora tutti gli interventi siano a favore della
    teoria personalissima di questo Rappoport.
    Provate a considerare tutti i pro e i contro di una legge che legalizzerebbe le “cosiddette”
    droghe leggere che leggere non sono per niente.
    Vi immaginate se una autista di trasporti pubblici la mattina, prima di iniziare il suo turno, si facesse
    tutto d’un colpo una bella tirata di marjuana ? Mandereste i vostri figli su un mezzo di trasporto
    guidato da un tipo che ha assunto droga, anche se leggera ?
    E’stato provato scientificamente poi che l’uso quotidiano di hashih e la marjuana brucia
    i neuroni (che non si possono ricreare in laboratorio) e a lungo andare provoca anche una
    malattia gravissima come la schizzofrenia. Inoltre i soggetti che guidano sotto l’effetto di queste
    droghe sono molto meno reattivi nel reagire ad un eventuale pericolo sulla strada.
    Questi sono i motivi per i quali le droghe leggere non sono state legalizzate in tutti questi anni;
    altro che questione morale !
    Altro discorso è legalizzare, sotto rigoroso controllo medico, le droghe leggere a scopo terapeutico.
    Su questo sono perfettamente d’accordo perchè già da molto tempo negli ospedali viene usata la morfina, particolarmente nei casi di malattia teminale.
    Infine io avrei una mia personale teoria da esporvi: non vi siete chiesti come mai proprio adesso in Parlamento ci sono diversi progetti di legge per legalizzare le droghe leggere ? Non sarà che lo scopo dei politici è quello di fornirci droga libera cosicchè diventiamo sempre più rintronati e non reagiamo più alle politiche del regime dittatoriale che con Mario Monti, Letta e Napolitano ha preso purtroppo il sopravvento in Italia con la complicità della Finanza internazionale guidata dai massoni ?

    Grazie Italo, attendo una tua risposta.

    Andrea C.

    • Ciao Andrea, in attesa che Italo ti risponda vorrei condividere con te il mio punto di vista.

      Se ci pensi un attimo, ti accorgi che molto di quello che tu sai ti è stato detto da una fonte ufficiale. Questo vale anche per le cosiddette “droghe leggere”.

      Se i giornali e la televisione dicono che gli scienziati hanno scoperto che…. allora è sicuramente vero. Altrimenti come potrebbero dire bugie a livello nazionale?

      Bene. Facciamo l’esempio della canapa (marijuana). E’ una pianta sacra che in tante parti del mondo è stata usata per migliaia di anni a scopo rituale, terapeutico, ricreativo, nonchè come materia prima per produrre cibo, vestiti, attrezzi e così via.

      Nel secolo scorso in USA è partita una campagna diffamatoria per demonizzare la canapa e renderla fuorilegge. La televisione, i giornali e certi “scienziati” ben pagati hanno mentito al mondo per favorire gli interessi di alcuni lobbisti della carta, del cotone e del petrolio.

      Tutto questo oggi è documentato.

      Quindi tu oggi “sai” che la marijuana provoca la schizofrenia e brucia i neuroni. Ma sapresti citarmi la ricerca che lo dimostra? Io potrei citarti studi che dimostrano il contrario.

      Molto di quello che “sai” è qualcosa che ti è stato detto e a cui tu credi. Ti dicono come devi pensare, lo dicono le autorità. E ti hanno insegnato che se lo dice l’autorità, allora bisogna crederci e pensarla così. Non puoi verificarlo (è molto difficile farlo) e preferisci non correre rischi. Meglio non uscire dal recinto.

      Riguardo al fumare e guidare: è ovviamente una cosa stupida e da non fare.

      Eppure…

      è illegale guidare in stato di ebbrezza. Ma non è illegale bere alcool.
      è illegale telefonare mentre si guida. Ma non è illegale possedere un telefonino.
      è illegale guidare sotto psicofarmaci. Eppure te li prescrive il medico.
      per non parlare degli incidenti causati dai colpi di sonno. Eppure non è illegale guidare stanchi.

      La verità, caro Andrea, è che certe persone fanno cose STUPIDE o AVVENTATE come mettersi alla guida dopo aver bevuto troppo, fumato troppo o preso psicofarmaci legali.

      Ma questo uso sbagliato delle sostanze non giustifica il fatto che vengano criminalizzate.
      Le persone fanno cose stupide INDIPENDENTEMENTE dal fatto che queste cose siano illegali.
      Ed è stato dimostrato che la minaccia della pena non è un deterrente.

      E’ la solita storia. Se uso un coltello per ferire anzichè per cucinare, allora mettiamo fuori legge il coltello?

      E perchè allora l’alcool e le sigarette, che sono droghe e fanno così tanti morti, non sono illegali?

      La marijuana è una delle piante più utili e importanti che la natura ci ha donato.
      Eppure non solo è illegale fumarne i fiori, ma è anche illegale coltivare la pianta.

      Lo sai che quando la marijuana era legale non esisteva lo spaccio?
      Da quando è illegale si è creato un giro di narcotraffico impressionante. Tutto ora è in mano alla criminalità. TUTTI NOI possiamo comprare la marijuana nel nostro quartiere, finanziando la criminalità.

      Quindi il proibizionismo non è servito a salvare i giovani dalla droga. E’ solo servito a emarginarli etichettandoli come drogati. E ha fatto sparire una pianta che ci permetterebbe di avere carta senza abbattere alberi, tessuti senza sfruttare e avvelenare i lavoratori nelle piantagioni di cotone, sostituirsi al petrolio e alla plastica…

      Il concetto di questi articoli, Andrea, è che la (finta) moralità ha sostituito la libertà.
      Ti fanno credere che siamo un popolo di debosciati, di bambini, di stupidi.
      Ti fanno credere che abbiamo bisogno di regole severe, altrimenti diventeremmo tutti degli sbandati e scoppierebbe il caos.
      Ti fanno credere che se la marijuana fosse legale, tutti si drogherebbero, la gente diventerebbe schizofrenica e il paese si fermerebbe.
      Ti fanno credere che è necessario e sensato rinunciare alle tue libertà personali per mantenere l’ordine civile.

      Bene, tutto questo è palesemente falso e basta guardarsi attorno per capirlo.

      In Olanda, dove la marijuana è legale, c’è un tasso di fumatori abituali inferiore rispetto all’Italia (dove in tanti fumano, ma di nascosto). E non ci sono problemi di salute legati al consumo di marijuana.
      Invece in Olanda hanno il problema dell’alcolismo e molti giovani si rovinano abusando di alcool.

      Davvero sei convinto che se una cosa fa male allora bisogna renderla illegale, anzichè fare corretta informazione?

      Allora perchè alcool e sigarette sono legali? Perchè esistono ancora automobili con il motore a scoppio, nonostante i morti causati dalle polveri sottili e dallo smog? (ti ricordo che abbiamo l’elettrico da 100 anni). Perchè è legale possedere armi da fuoco? (che si possono usare SOLO per uccidere).

      Nota bene: io sono contrario al proibizionismo di qualsiasi sostanza. Cerco piuttosto di aiutare le persone a capire come fare un uso corretto di tutte le sostanze, a partire dal cibo in poi.

      • Andrea C. says:

        Ciao Maximilian e RitaSotgiu vi ringrazio per le vostre risposte pacate.
        Premetto che il mio precedente commento era contrario alla liberalizzazione delle droghe leggere solo per uso personale-ricreativo e non per uso terapeutico.
        Vi rispondo innanzitutto col dirvi che anche io, come penso quasi tutti gli abbonati alla newsletter di Italo, seguo da anni molti i siti della controinformazione. Il migliore in Italia a mio parere è Stampalibera.com (che tratta tantissime tematiche che l’informazione di regime stampa-tv e internet non si sognano nemmeno di accennare).
        Quindi credo proprio di far parte di quella categoria di persone che non si fà montare le proprie opinioni da alcuna autorità.
        Anzi vii dirò che non molto tempo fa ero d’accordo sulla legalizzazione per uso personale delle droghe leggere. Poi ho approfondito l’argomento in tutte le sue sfaccettature, cercando di ragionare anche al di fuori dell’ideologia radicale e libertaria del 68′ (alla quale ero pure affascinato) che ha portato a credere che farsi uno spinello è bello e che ormai si è diffusa nella mentalità della maggior parte delle popolazioni occidentali, pure in Italia. Da quanto ho capito voi pensate che lobby proibizioniste siano ancora oggi molto forti e non permettano la legalizzazione della cannabis. Invece non è così perchè l’establishment mondiale si sta muovendo a
        favore della legalizzazione delle droghe: da Kofi Annan ad ex capi di stato e primi ministri, a scrittori, banchieri e finanzieri come Soros, tutti stanno spingendo gli stati a rivedere le loro politiche sulla droga in senso liberalista.
        Pensate poi anche al fatto che i governi oggigiorno avrebbero solo da guadagnarci legalizzando almeno le droghe leggere e potrebbero mettere altre tasse e balzelli oltre che sulle sigarette normali anche su quelle con cannabinoidi.
        Se in oltre 150 anni non l’hanno ancora fatto ci saranno motivi più seri di un ipotetica caccia alle streghe risalente all’800, che nel caso in questione non può essere vero in quanto il problema della droga è molto serio ed ha risvolti medici, psicologici e sociali di gran lunga superiori all’uso del tabacco o di alcool.
        Infatti la reazione di quest’ultimi è deleteria ma potrebbe causare negli anni solo danni fisici (tumori al polmone o cirrosi epatica nei casi molto gravi) e non di tipo psichiatrico, provocando psicosi (malattie psicotiche), come invece le droghe anche leggere hanno dimostrato di creare, secondo la Scienza e non le opinioni personali); soprattutto durante la crescita di giovanissimi che cara Rita essendo in fase di crescita non possono fare scelte consapevoli come gli adulti.
        Non si può quindi paragonare il tabacco e l’alcool all’uso di cannabis.
        Vi riporto qui sotto anche le fonti degli studi scientifici riguardanti i danni ai neuroni e l’aumento di casi di schizzofrenia nei consumatori abituali di cannabis:
        1) Ricerca scientifica del 2002 effettuata da Steven Goldberg e Gigi Tanda del NIDA, l’Istituto nazionale sull’abuso di droga americano, il massimo istituto americano di studi sulla droga, ed è stata pubblicata su “Nature Neuroscience”. Questa ricerca è stata citata anche da Susan Greenfield, esperta di processi cerebrali, titolare della cattedra di Farmacologia Sinaptica della Oxford Unìversity, autrice di 150 pubblicazioni nel campo sulle riviste scientifiche internazionali più prestigiose.
        Link: http://digilander.libero.it/rassegnastampa1/sett-otto_2002/14+15.espresso.htm

        2) Studio scientifico svedese del 2012, durato 35 anni che ha coinvolto oltre 50.000 uomini svedesi, pubblicato sulla rivista Psychological Medicine.
        Link: http://www.corriere.it/salute/12_luglio_12/cannabis-schizofrenia_64211b46-cc19-11e1-b65b-6f476fc4c4c1.shtml

        Ma ve ne sono altri che qui non riporto per brevità.
        Inoltre, quando si parla di droghe leggere non vengono purtroppo mai citati i minorenni, i quali proprio anche in base agli studi che ho citato sopra (e anche in riferimento ad altri) sarebbero la categoria più a rischio e che avrebbe più da perdere se venisse approvata una legge libertaria sull’uso personale delle droghe.
        Infatti tali studi ma anche l’esperienza personale di operatori e forze dell’ordine che a differenza di noi hanno a che fare tutti giorni col problema droga-giovani; confermano che durante la fase di crescita dei ragazzini l’uso di queste sostanze provoca: ansia, attacchi di panico, paranoie e l’uso continuativo, cioè cronico, può invece causare, soprattutto negli adolescenti, compromissione dell’attenzione, dell’apprendimento e della memoria a breve termine, e uno stato di apatia.
        Anche se si dovesse fare in futuro una legge che legalizza la cannnabis solo per i maggiorenni, non risolverebbe il problema dell’uso di queste sostanze da parte di minori in quanto i ragazzini se vogliono riescono comunque a procurasi queste sostanze (pensiamo ad es. ai 12-14 enni che già fumano le sigarette e i genitori non ne sanno nulla). Inoltre quando un minorenne chiederà ai propri genitori perchè non può fumarsi una canna visto che è legalizzata come gli risponderanno? Non credo che basterà dire perchè ai minori fa male e agli adulti no (cosa che peraltro sarebbe falsa).
        Perciò quale modello di società si vuole proporre alle future generazioni: un mondo in cui i problemi o i malesseri si risolvono con l’illusione che una canna te li porta via?
        Non parliamo poi della falsa teoria che legalizzare le droghe ne riduce il consumo ed elimina la criminalità organizzata. Quest’ultima infatti farebbe ancora più affari creando un enorme mercato legato ai cannabinoidi, proponendo anche ai minori canne di vario tipo costituite da chissà quali sostanze completamente fuori dal controllo statale.

        Pertanto, libero, per quanto mi è possibile come essere umano, da preconcetti sia di tipo libertario che proibizionista vi dico che la vera libertà non è l’assunzione di qualunque sostanza anche nociva per la salute. Bensì è vivere una vita sana, naturale e libera da qualunque dipendenza.
        E’ vero che la pianta di canapa esiste in natura, come d’altra parte il tabacco e l’alcool; ma anche i funghi velenosi sono presenti e non è che li mangiamo solo per avere la libertà di fare tutto.
        Vi ho fatto quest’ultimo paragone perchè secondo me il punto cruciale è proprio questo nella questione droghe leggere.
        In nome di una presunta libertà di vita e di espressione che invece si smaschera in una nuova schiavitù, si vuole legalizzare una sostanza che studi scientifici di vari Paesi durati anni hanno dimostrato provocare danni psicologici e neurologici molto seri; soprattutto nei giovanissimi.

        Rispetto molto i vostri punti di vista ma credo di avervi fatto meglio capire il perchè sono profondamente contrario alla legalizzazione delle droghe leggere.

        Scusatemi se mi sono dilungato troppo.

        Ringrazio ancora Italo per l’ospitalità e auguro a tutti una buona vita…

        • Italo Cillo says:

          Grazie Andrea C., anche la tua risposta è pacata.
          Comprendo il tuo punto di vista, inoltre NON fumo cannabis, NON vorrei che i miei figli la fumassero, NON apprezzo gli effetti che ha, a lungo termine, sulla coscienza degli amici che ne fanno uso da molti anni.
          Ma non è di questo che parliamo.
          Qui parliamo di Libertà.
          I “crimini senza vittima” (cioè: senza un terzo danneggiato non-consenziente) non dovrebbero neppure esistere, sono un’aberrazione (questo include anche la prostituzione e il gioco d’azzardo, che ovviamente NON apprezzo personalmente, ma rientrano nel discorso).
          CHI dovrebbe farsi carico di “proteggere” i cittadini, per il loro bene e contro la loro stessa volontà?
          Se tu pensi che possa/debba esistere una simile Autorità, legittimata a decidere al di sopra degli individui SULLA vita degli individui, il tuo pensiero è alla base di tutte le storture della Società attuale, e devo dirti che non hai riflettuto abbastanza sulle conseguenze di ciò che scrivi.
          Per favore rileggi, con attenzione e senza fretta, “Se tu fossi il Re” e continua a riflettere su questo argomento.
          Saluti affettuosi.

        • Raffaella says:

          Caro Andrea C., come non comprenderti?

          Però nei tuoi ragionamenti c’è qualcosa che non mi è chiaro:
          i figli adolescenti non chiedono il perché di una cosa prima di farla, e se lo fanno, non ascoltano
          comunque, altrimenti non fumerebbero o berrebbero alcool di nascosto dai genitori.
          E poi, se proprio un adolescente vuole provare la cannabis credimi, legale o non legale, troverà il modo di farlo, almeno che non abbia il coraggio di tenere sotto stretta sorveglianza tuo figlio 24h su 24 e di renderlo completamente asservito ai tuoi ordini, così, quando te ne andrai, impazzirà e con tutta probabilità, ti seguirà.

          Un altro punto è che dalle ricerche si denota un effetto avverso sulla mente della
          cannabis, e fin qui siamo perfettamente d’accordo, ma la realtà è peggiore, perché
          non ci rendiamo conto di quanto faccia male il fumo di tabacco (n.b.ci aggiungono loro
          tutte le sostanze che creano più dipendenza e altamente tossiche) e l’alcool.
          Ogni cosa che introduciamo nel nostro corpo ha un effetto su di esso e la mente fa parte del corpo,
          tu che professi la vita sana dovresti saperlo…
          se vuoi parliamo dello zucchero e delle farine raffinate, dei conservanti, del caffé, delle medicine da banco, di tutte le sostanze rielaborate chimicamente che trovi normalmente al supermercato sotto la
          dicitura ‘cibo’.
          Secondo il tuo ragionamento tutte queste cose dovrebbero essere vietate? Non è meglio liberizzare
          tutto in modo che ognuno impari da sé ciò che fa bene e ciò che fa male ed agisca di conseguenza?
          O tutto o niente, perché così, metà e metà, ci lasciano in confusione e bisognosi di qualcuno che ci dica in effetti cosa fare, anche se alla fine, non è tutto bene! Ma tanto, non ce ne rendiamo conto!

          E’ vero quindi che se lasciati liberi da un giorno all’altro, in balia di noi stessi, probabilmente ci sarebbe una follia generale che porterebbe una catastrofe nella popolazione, ma questo non avverrà
          mai: primo perché non ci lascerebbero ‘liberi’ così facilmente di punto in bianco, secondo perché noi stessi ci stiamo lavorando su e potrebbe accadere solo quando saremo pronti, perché solo essendo pronti sapremo cosa fare per essere liberi.

          un abbraccio

          • Italo Cillo says:

            Grazie Raffaella, ben detto 🙂

          • Cara Raffaella, per avere un seguito, non solo nel business ma anche in famiglia occorre assumere il ruolo di Leader. Per assumere tale ruolo occorre dare il buon esempio portando a comprendere le sequenze degli eventi, con il ragionamento anche abbastanza descrittivo e particolareggiato se serve, che il seguito non conosce perchè non potrebbe avere l’esperienza e/o la padronanza sul soggetto. Avverrà che verranno commessi dei tentativi per confutare la veridicità di ciò che potresti dire e se tu hai detto il vero, non avrai bisogno di farti seguire, “usando la frusta”. Avendo dato loro istruzioni, spiegazioni ed esempi corretti, hai assegnato loro totale responsabilità di come poi tali informazioni le usano. Avendo consigliato cose vere (meglio fin dall’inizio), sei veramente di aiuto e per loro non ci sono più dubbi, quando hai permesso “di sbucciarsi le ginocchia” nel tentativo di scoprire che lanciarsi giù dalle scale di corsa imprudentemente non fosse di grande aiuto, nonostante i tuoi ammonimenti e gli esempi delle conseguenze che avevi mostrato prima a loro. Quindi adottare le novità senza la saggia prudenza consolidata dalla esperienza pratica passata è un rischio che il giovane scopre a sue spese fin da piccolo, senza dover crescere da credulone, ma da qualcuno che si informa bene, ragiona e vuol vederci chiaro prima di sperimentare cose nuove e che non appaiono tanto affidabili in relazione a ciò che già conosce. “Prima m’informo bene e poi agisco sul sicuro, poichè nella vita esiste sia il bene che il male e se non mi permetti di accertare da me, come stanno effettivamente le cose, poichè sto notando che tenti invece di convincermi a crederti, (mentre mamma e papà mi mostrano le cose facendomi capire con tanti esempi come funziona, nel senso buono come pure in quello cattivo = totale comprensione e padronanza della faccenda) tu hai perso la mia fiducia e non sei in realtà un mio amico, anche se sei un compagno di classe e frequenti casa mia”. Certo l’attuale cultura popolare non è basata su queste premesse. Ma questa è la migliore via d’uscita. E se non esiste ancora la creiamo. Un’orientamento c’è, preferibile “alla frusta” per così dire, che è “l’educazione” basata sul dolore e produce dei robot timorosi controllati dalla forza, anzichè giovani uomini e donne che ragionano, valutano e soppesano coerentemente per abitudine le circostanze ed agiscono con la testa sulle spalle.

    • Italo Cillo says:

      Grazie Maximilian, ben detto!
      Caro Andrea C., cos’altro potrei aggiungere?
      Maximilian ha risposto anche per me.
      Puoi anche leggere le mie risposte precedenti a Luigi e a Marco.

    • Gabriella says:

      Andrea C., ti ha risposto egregiamente Maximilian, io aggiungerei solo che esiste un libro che si intitola “Tutto quello che sai è falso” che forse dovresti leggere.
      Io non l’ho letto perchè sono anni mi interesso di contro-informazione e ho pensato che non ci avrei trovato nulla di nuovo.

  13. Andrea says:

    Pensiamo all’anarchismo, al significato greco originario di tale parola: esso era un movimento nato proprio per promuovere esclusivamente la libertà personale. Il significato sociale di un tale movimento non era nient’altro dunque che: “io sono libero di essere me stesso e fare quel che voglio fino a quando non interferisco con te ed il tuo concetto di libertà”. O ancora: “La mia libertà finisce dove comincia la tua”, banale come concetto, ma più che altro scomodo ai fini della manipolazione di un gran numero di persone col minor impiego di tempo ed energia. L’anarchismo è stato quindi spogliato negli anni di un tale ideale puro, umano e comunitario ed è stato tacciato come SOVVERSIVO ed il motivo per cui è stato classificato in questo modo negativo ed antisociale dipende da due semplici macchinazioni avvenute nel corso della storia:

    1) Dire che un movimento senza REGOLE non è né “morale” né “giusto”. Mentre in realtà la regola c’è ed è la più grande e la più alta: la libertà individuale o presunta tale.

    2) Creare ad hoc un manipolo di persone che in falso nome dell’anarchismo semina morte, guerra, distruzione e caos.

    A causa del punto numero 2) è evidente che l’accezione logica che viene data ad oggi a un tale movimento sia CAOS, morte, guerra, disordine e che inoltre, grazie al punto 1), servano appunto delle REGOLE poiché senza le quali non saremmo in grado, noi esseri umani, di autoregolamentarci né autodefinirci. Come creare un manipolo di servitori con un semplice ideale? Così. A prescindere dal fatto che io non credo nei movimenti, quindi nemmeno nell’anarchismo, poiché ogni “movimento” è in realtà una sovrastruttura e una sovrastruttura è in sé ridondante e nasconde sempre l’idea del “o sei con noi, o sei contro di noi”, per cui minatorio anche esso per la propria libertà individuale, questa è l’operazione tipo che è avvenuta. Ma si possono citare tantissimi altri casi, anche molto più quotidiani. Tutto serve per la propria opera di risveglio e chi ci dice che i protagonisti in negativo non siano proprio i nostri migliori amici? E’ duro forse da accettare, io lo so, ma chi si risveglierebbe poi senza un senso di urgenza sociale, soprattutto negativo ed imposto dall’esterno? A tutti noi la risposta.

    • Italo Cillo says:

      Caro Andrea,
      le etichette lasciano sempre il tempo che trovano e sarebbe meglio evitarle perché sono fuorvianti e creano proprio le trappole mentali di cui parli.
      Anarchismo è un’etichetta che fa pensare al caos. E’ una parola negativa (= no governo).
      Io preferisco la parola positiva “volontarismo”, pur essendo anche questa un’etichetta (e quindi lascia il tempo che trova).
      Esiste una sola moralità: non danneggiare gli altri, non impedire loro di fare, pensare o dire cose che NON danneggino altri.
      Ogni interazione fra esseri umani e fra esseri umani e “istituzioni” di qualsiasi tipo dev’essere VOLONTARIA.
      E’ così difficile capire questo semplice concetto nel XXI secolo?
      Grazie e un abbraccio

      • Gabriella says:

        E’ difficile perchè si è persa di vista la SEMPLICITA’, nell’elucubrazione intellettuale le parole avvolgono la realtà come bende di mummia, finchè la nascondono e paralizzano! 🙂
        Quando un monaco zen arrivava all’illuminazione…scoppiava in una grande risata!

        • Andrea says:

          Ciao Gabriella, grazie per la tua risposta. L’ho trovata, permettimi, un pò supponente 🙂 Ti prego di leggere il mio commento in risposta. Inoltre, vorrei aggiungere alla tua risposta che un monaco zen si metterebbe a ridere anche perché consapevole che per l’illuminazione non vale una sola ed unica via per tutti.
          Credo infine sia più paralizzante il giudizio: bene o male, semplice o complesso, morale immorale, intellettuale non intellettuale…proprio questa è la leva dualistica che ci rende ancora immaturi spiritualmente. Un monaco zen questo lo saprebbe. Grazie

          • Gabriella says:

            APPUNTO! 😀

        • Andrea says:

          😉

      • Andrea says:

        Ciao Italo, grazie per la risposta che condivido. Forse però non devo essermi spiegato bene quando ho preso ad esempio l’anarchismo. Premetto solo che a me dell’anarchismo non importa nulla, non ci credo e non lo professerei mai. Ma l’idea sottostante un tale concetto è per me di fondamentale importanza in vista del proprio personalissimo risveglio coscienziale (solo l’idea sottostante però). Nella realtà attuale le persone hanno bisogno di un governo, di qualcuno che pensi al loro posto perché non sanno per lo più ancora autodeterminarsi, come il bambino che ogni sera ha bisogno dei suoi genitori che gli dicono vai a lavarti i denti. Io credo, utopisticamente magari, che la vera presa di coscienza deve prescindere da forze esterne che ti dicano come essere e cosa fare, da regole inumane, moralismo, bigottismi, ordini imposti, per focalizzare invece il centro della sua evoluzione su di sé. In pratica, chi riesce ad autogovernarsi è un individuo altamente sociale e socievole, morale, libero ed etico. Ecco il vero significato del mio commento. E serve un duro lavoro altamente VOLONTARIO e costante. Per concludere, ho preso solo a riferimento una parola che probabilmente, data la sua accezione, è fuori contesto. Ma il significato era ed è solo questo.

  14. ritasotgiu says:

    Ciao Andrea C. se parli del lato “fa male alla salute” allora i nostri governanti avrebbero dovuto, da tempo, rendere illegali gli alcolici e super alcolici, oltretutto l’alcolismo è una gravissima forma di dipendenza con ricadute non solo fisiche ma anche sociali. Eppure la gente è “libera” di stordirsi quando e come vuole, magari seduta in poltrona davanti a quei programmi tv, fatti apposta per ottundere.

    Vogliamo parlare dei cosiddetti cosmetici? Lo sai quali sono le componenti che vanno per la maggiore? Paraffina, petrolati, siliconi… soprattutto nei prodotti per bambini!
    Scrivo questo perchè, se veramente la nostra salute fosse in cima ai pensieri dei politici, anche detti ahimè “governanti” molte di quelle schifezze sarebbero illegali

    Il risultato di rendere illegali le cose, uno dei risultati, sta nel rafforzare il potere delle malavite, dei trafficanti, dei grandi e piccoli spacciatori di strada. Le droghe sono l’unico tipo di “merce” che puoi reperire ad ogni ora del giorno e della notte e tutti possono cercare di procurarsela…

    Tu credi davvero che la gente, lasciata alla libera scelta personale, automaticamente sceglierebbe comportamenti irresponsabili? Sei davvero così sicuro che abbiamo bisogno di qualcuno che, dall’alto, debba dirci cosa possiamo o non possiamo fare?

    Siamo sicuri che abbiamo bisogno di essere messi sotto tutela come fossimo dei dementi incapaci?

    Siamo sicuri che questa idea del “tu non sapresti scegliere, non sapresti cosa è meglio e cosa è peggio”, “dobbiamo decidere noi al posto tuo” non sia esattamente la chiave e il cuore di questi articoli?

    Ovvero, facciamo passare l’idea che sono dei poveri deficienti in balia dellla confusione e degli eventi, facciamo credere loro che da soli chissà che disastro accadrebbe, così poi arriviamo “noi” a dire cosa dovrebbe essere giusto o sbagliato, a far credere che hanno bisogno di essere messi sotto tutela. Così poi arriviamo “noi” a tenerli sotto controllo e muoverli come ci pare e piace.

    Come mai amano farci accettare l’idea che siamo peccatori alla nascita? Che siamo difettati, piccoli, incapaci?

    Come mai i politici amano definirsi “governanti”?

    • Grande Rita! Non avevo ancora letto la tua risposta, ho detto le stesse cose tue… 🙂

      • ritasotgiu says:

        Maximilian! E’ vero, abbiamo scritto esattamente le stesse cose, persino nello stesso ordine 🙂

    • Matteo says:

      “se veramente la nostra salute fosse in cima ai pensieri dei politici, anche detti ahimè “governanti” molte di quelle schifezze sarebbero illegali”

      ho trovato questa frase molto interessante.
      Mi ha fatto riflettere.

      Fatevi una canna di marija prima di andare a dormire, è un toccasana

      Matteo

    • Italo Cillo says:

      Grazie Rita, ben detto!

  15. Ciao Italo,
    penso che stai facendo un lavoro molto importante divulgando queste informazioni e
    spero che sempre più persone siano stimolate ad aprire gli occhi.

    grazie e complimenti
    un abbraccio
    Cristian

  16. Raffaella says:

    Che meraviglia!
    Grazie Italo, ma grazie anche a tutti! I vostri commenti sono proliferi in consapevolezza
    e saggezza, sembra quasi sia una discussione intima di un unica persona quando
    parla con sé stessa, fantastico!

    un abbraccio

  17. Gianluca says:

    “Il seguire l’autorità” è spiegato molto bene da Robert Cialdini nel libro “le armi della persuasione” capito sesto “deferenza guidata”.

  18. Gabriella says:

    Italo, questi estratti hanno, per me, il difetto di non dire “come è andata a finire” sull’argomento che trattano. E quelli che non leggono l’inglese? Io me la cavo discretamente, ma normalmente l’inglese americano mi risulta pesante da leggere, e inoltre, prima di impegnarmi a leggere, c’è sempre il dubbio: e se questo personaggio fosse solo un’altra invenzione? Anche se dice cose verosimili…
    Quando qualcuno va in giro a raccontare le truffe del sistema, e non gli succede niente, viene da chiedersi se, per caso, non sia un’invenzione giornalistica, o se lo faccia per ordini dall'”alto”, per scopi che non so immaginare.
    E’ indubbio che questo è un periodo mai visto nella storia dell’uomo – per quel che ne sappiamo – dove viene gradualmente tolto il velo che copriva il “ritratto di Dorian Gray” di questa società, mostrandone il vero volto, anche grazie alla rete.
    E’ forse questo il tempo dell’apocalisse – che peraltro significa “rivelazione” – in cui l’umanità si sta sempre più dividendo in due: da una parte quelli della “pillola rossa”, che non si stupiscono di nulla, neanche dell’abbattimento dei testi sacri dell’umanità (vedi ad es. la bibbia di Biglino), e accettano di guardare fino in fondo al verminaio per scoprire cosa rimane di vero, e riuscire così a spezzare le catene una volta per tutte.
    La libertà non ammette stampelle!
    Poi c’è la parte di umanità che, o vive nell’ inconsapevolezza, occupando tutto il tempo in cose futili, o non vuole abbandonare le àncore di salvezza che la società ha offerto loro, senza accorgersi che erano solo altri recinti per il gregge (a proposito: Biglino è stato minacciato di morte).

    Come andrà a finire io non saprei dirlo, c’è gente in giro che appare francamente irrecuperabile…
    ma, se avesse ragione David Icke, che predisse l’arrivo delle “vibrazioni di verità”? Faccio un esempio nostrano: il ministro Mauro – quello che difende l’acquisto degli F35, un perfetto prodotto del “sistema” – in una trasmissione se n’è venuto fuori a dire che la legge elettorale che vogliono far passare è stata studiata per far fuori i 5 stelle. Un attimo di gelo e imbarazzo e il conduttore ha cambiato discorso.

    Forse, semplicemente, nessuno potrà resistere a queste vibrazioni e, come nella mai ben compresa parabola dei vignaioli che prendono tutti la stessa paga, sia chi ha cominciato a lavorare al mattino presto, sia chi si è presentato verso sera, tutti saranno “salvati”.

  19. Italo Cillo says:

    Grazie Gabriella,
    mi associo al tuo auspicio che la verità trionfi (e come potrebbe non trionfare alla fine?).
    Per il resto, “come andrà a finire” non abbiamo bisogno di leggerlo nella sfera di cristallo, abbiamo il privilegio di poter vivere questi tempi di cambiamento in prima persona 🙂

  20. guglielmo says:

    Ciao Italo ciao a tutti,
    stamane osservavo le auto per la strada: in fila, con dossi sempre più ravvicinati, con nuovi spartitraffico, con nuove rotonde, con nuove colonnine per la rilevazione della velocità e nuove telecamere. Tutto efficente, tutto prestabilito.
    Auto, persone, in un modo o l’altro abbiamo tutti una targa.
    Nulla più, quasi, sfugge al controllo e alla catalogazione. E’ un bene rendersene conto è un bene avere l’opportunutà di esserne consapevoli.
    Il controllo per la nostra mente, è la droga per eccellenza.
    Grazie

    • Erika Cioni says:

      …era proprio questo il “loro gioco” sin dall’inizio….Giusto, Guglielmo!?

      Il “Nostro Gioco” – al contrario! – era ed è esattamente quello di mantenerci “Liberi e Indipendenti”….nonostante Tutto……Ciao!

      • guglielmo says:

        Da che nasciamo abbiamo a disposizione una scacchiera sulla quale muoverci su un solo piano a due dimensioni come delle pedine, sappiamo cosa è capitato solo dopo che è successo e non vediamo oltre al nostro naso. Poi pian piano, si cambiano i punti di vista, ma c’è sempre il bacchettone di turno che ti dice: stai composto! Per un pò, gli dai retta…poi non lo ascolti più e salti da un piano all’altro cercando quando puoi, di saperne di più.
        Il gioco diventando più interessante, incuriosisce altre persone che pian piano cambiano modo di vedere la scacchiera 🙂

        • Erika Cioni says:

          “Buona Partita”, allora, a Tutti coloro che si sono mantenuti “Veri Giocatori”…..JAY!! 😉

          • guglielmo says:

            Grazie altrettanto anche a te! Ci vedremo in campo allora 😉
            ( p.s. aborro il calcio)

        • Italo Cillo says:

          Ha Ha, grazie Guglielmo, belle similitudini! 🙂

  21. Daniela says:

    Via liberi!
    Come dice Italo.

    Cerchiamo la libertà.

    Ciao Erika!

    • Erika Cioni says:

      ..che Gran Piacere sentirTi, Daniela!!

      “LIBERISSIMI”, Amore Bello…..Ti Abbraccio!

  22. Antonio B. says:

    Non metto in dubbio quello che dice l’articolo ne i commenti fatti finora, ma credo che il nocciolo della questione sia nella frase “a patto che la loro libertà non interferisse con quella degli altri”.
    In pratica credo che in una società fitta fitta come la nostra sia estremamente difficile non darci fastidio e le regole servono per questo, anche perché ognuno di noi vede il rispetto della libertà degli altri da un suo punto di vista (considerando di essere tutti in buona fede)
    I meno giovani ricorderanno il fastidio di un autobus (o di un ufficio) pieno di fumo oppure possiamo immaginare le strade piene di autisti ubriachi (o drogati) e devo ammettere che sono contento che a mio figlio quindicenne non gli vengano serviti alcool e fumo nei locali.
    Quindi nel momento che un gruppo “si organizza” le regole devono essere scritte e purtroppo più la società è complessa più le regole saranno più numerose e restrittive.
    Comunque, chi ha paura delle regole, chi non sente il dovere di dare una mano ad una persona in difficoltà (fisica o morale), chi non riesce a valutare cosa è giusto e cosa è sbagliato, secondo me non conosce il piacere della libertà.

  23. Gabriella says:

    A proposito di umanità che si va dividendo in due, posto un video di un comico che spiega molto bene il perchè in Italia siamo messi così: https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=DRkmb8jcCDk

  24. fernando says:

    quoto: “il pubblico riuscirebbe a credere che la luna è fatta di formaggio, se glielo raccontassero le persone giuste.”

  25. ugo giorgi says:

    Salve a proposito di cannabis é definita droga leggera e come tutte le drogherie cosi erano chiamati prima certi negozi non é l’uso ma l’abuso che puo avere effetti gravi ma tutto dipende per chi ne fa uso dallo stato di INTEGRITA FISICA E MENTALE io cerco di evitare di fumare nei periodi non felici é un amplificatore . per rivenire alle droghe il CAFFE ?LE MEDICINE OPPIACEE?e tante altre che non sto qui a mensionare. sia chimiche che naturali, beh insomma abbiamo penso parlato abbastanza del fenomeno .Oggi l’umanita ha un idea consapevole di cosa sia e allora TOLLERANZA PER FAVORE
    CHE LA LUCE SIA CON VOI

    • Italo Cillo says:

      Certo Ugo, il problema non è decidere noi cosa fa bene e cosa fa male (e imporlo agli altri) ma – come giustamente dici – tolleranza e libertà/sovranità sulla propria coscienza.
      Saluti affettuosi

  26. Angela says:

    Articolo molto interessante !! Riporto solo due frasi che reputo davvero importanti: ” il vero punto cruciale, è fare in modo che la gente dimentichi che esiste una differenza fra la libertà e “fare ciò che è giusto”. la seconda frase è: ” Pensano che la libertà sia proibire ad altre persone di fare “cose sbagliate”. Ho letto non solo qui, ma anche altrove, dei vari danni che provocano le droghe (leggere e non)…. cosa dire allora dei danni che provoca l’arsenico che come saprete è un veleno? Eppure nelle bottiglie di acqua minerale è consentito e lecito metterne (una minima quantità ovviamente…) come “conservante”. E cosa dire degli antibiotici messi nel latte per conservarlo? Scoperti dopo i vari casi di reazioni allergiche che purtroppo hanno causato anche dei decessi? Potrei continuare e fare una lista molto, molto lunga….. 🙁 Davvero la legalizzazione delle droghe sarebbe il danno maggiore ? A mio avviso sarebbe solo una grande opportunità di crescita . Grazie Italo per l’articolo !!!
    Un saluto a te e tutti voi !

    • Italo Cillo says:

      Ben detto Angela, grazie per il tuo intervento e un saluto affettuoso

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