“Se tu fossi il Re”…

Quella che segue è la traduzione di un video di enorme importanza per la tua Realizzazione Sociale.

Leggi con calma e senza fretta, perché merita la tua attenta riflessione:

Ebbene, il mondo è un luogo davvero confuso, ma pensa come sarebbe bello se avessi l’autorità per occupartene proprio TU.

Se scegliessero te a fare il Re del mondo, pensa a tutto il bene che potresti fare, se ti fossero dati poteri illimitati per fare le cose nel modo giusto!

Renderesti questo mondo un luogo davvero idilliaco, potresti dare da mangiare ai poveri e dare riparo ai senzatetto, potresti punire i malvagi e proteggere gli innocenti.
Potresti salvare il mondo.
Tutti ti amerebbero e ti ringrazierebbero.
Se solo avessi il potere, renderesti corretta e giusta e sicura ogni cosa.

Beh … no.
Potresti non riuscirci.
Potresti provarci.
Potresti avere le migliori intenzioni, ma ogni grande e nobile piano che hai progettato potrebbe finire in pezzi e potrebbe farti diventare un tiranno.

Non perché tu sia stupido o perché sei una cattiva persona.
Anche se fossi molto intelligente e avessi le migliori intenzioni, ogni tuo tentativo di utilizzare il potere a fin di bene si tradurrebbe in un completo ed assoluto enorme fiasco.

Perché? Facciamo qualche esempio.

PROGRAMMA: Primo Punto – Aiutare i Poveri

Immagina che, in quanto sovrano benevolo, decidessi di dare ogni sorta di cose a chi ne ha bisogno, per aiutare chi è povero.

Sarebbe sicuramente una cosa nobile, migliorerebbe la società, non è così?

Beh no, ed ecco il motivo: che si tratti di un Re, del Parlamento o qualsiasi altra cosa, il governo non crea nessuna  ricchezza.
Ogni tipo di ricchezza che elargisce, deve prima prenderla  da qualcun altro.

In quanto Re, prima di poter distribuire qualsiasi cosa ai poveri, devi prenderla a qualcun altro.
Ma supponiamo che questo qualcun altro non abbia nessuna voglia di consegnarti i suoi beni, perché vuole tenerseli o vuole lui stesso distribuirli, oppure pensa che è una cosa sbagliata.
Se per un motivo qualsiasi non volesse finanziare il tuo piano, tu che faresti?

Se sei un Re non ti limiti a chiedere gentilmente qualcosa agli altri, questo possono farlo tutti, ma non è detto che poi ti ascoltino o debbano cooperare.
In quanto Re dovresti ordinare agli altri di finanziare le tue idee.

Gli ordini, quando smettono di essere dei suggerimenti, devono essere sostenuti da un qualche tipo di punizione per chi non ubbidisce.

Se un contadino pensa di non potersi permettere il contributo, oppure non si fida di te o che userai quei beni con saggezza, oppure vuole tenersi i suoi soldi, come ti comporteresti?

Lasceresti perdere?
Se vuoi avere un qualche tipo di potere, credo di no.

Se i tuoi sudditi possono ignorarti senza conseguenze, allora significa che non hai nessun potere.
Quindi un contadino che si rifiuta di finanziare il tuo piano verrebbe punito e mostrato agli altri come esempio.

Improvvisamente non saresti più un benevolo benefattore, faresti del male a chi non vuole fare le cose a modo tuo.
Che tu decida di metterlo in prigione, metterlo a morte, o che tu decida di prendere la sua casa e i suoi averi, gli stai facendo del male solo perché non vuole darti i suoi soldi.

Improvvisamente essere Re non significa solo essere generoso e caritatevole, non si tratterebbe più solo di elargire e aiutare. Significherebbe anche iniziare a controllare e punire, si tratterebbe di minacciare e aggredire unilateralmente la gente che disobbedisce.

PROGRAMMA: Secondo Punto – il Bene Comune

Altra cosa, probabilmente vorresti costruire scuole pubbliche affinché i figli dei tuoi sudditi possano avere una buona educazione.

Costruiresti una grande biblioteca, un parco pubblico, musei e uno zoo.
E un ottimo sistema stradale.
E vorresti costruire ospedali e tutto quello che potrebbe essere di beneficio alla maggioranza delle persone.
Il tuo popolo ti amerebbe per la tua generosità e premura.

Ma anche qui, come troveresti i soldi?
I Re non possiedono castelli o montagne d’oro perché lavorano sodo.
Li ottengono grazie alle tasse dei loro sudditi.
Ogni centesimo che spenderai, per te stesso o per cosiddette “opere pubbliche”, dovresti prenderlo agli abitanti del tuo reame.

A dire la verità, tu non stai creando alcun valore per loro.
Stai solo spendendo i LORO soldi al posto loro.
Come la metteresti se volessero spendere i LORO soldi diversamente?

Ebbene, se permettessi che ognuno spenda da sé i propri soldi, in quel caso non avresti più potere.
Chiedere cortesemente non ti servirebbe a nulla.
Se un contadino volesse comprare una casa più grande invece di contribuire alla costruzione della biblioteca, oppure volesse compare altra terra o mettere da parte i soldi invece di contribuire alla costruzione di una scuola, tu che faresti?

Se decidessi di non fare nulla e lasciar correre, perderesti tutto il tuo potere.
Quindi, per continuare ad essere un Re, dovresti punire tutti quelli che rifiutano di finanziare i tuoi programmi.

Riepiloghiamo: non solo stai comprando cose per loro con i LORO stessi soldi, anziché contribuire con risorse TUE.
Li stai anche minacciando di imprigionarli o punirli se dovessero opporsi ai tuoi tentativi di spendere soldi che appartengono a loro!

Potresti proclamare a gran voce che è per il loro stesso bene, che sarà per il beneficio dell’intero popolo, ma se alcuni di loro la vedessero in un altro modo, saresti costretto a mandare dei mercenari per reprimere ogni dissenso…

PROGRAMMA: Terzo Punto – Azioni Virtuose

A un certo punto, ti accorgi che procurare ai tuoi sudditi cose acquistate con i LORO soldi, non è poi  così divertente e nobile come ti saresti aspettato.
Per questo decidi di provare con un approccio differente.

Decidi di usare il tuo potere e la tua autorità per convincerli a vivere una vita più sana.
Pretenderai da ognuno di loro che facciano esercizi fisici almeno un’ora al giorno e che seguano una dieta equilibrata.

Senza dubbio questa decisione migliorerebbe la salute di tanti tuoi sudditi, come potrebbero mai protestare?
Che ci sarebbe di sbagliato?

Ebbene, che faresti se qualcuno decidesse di non ubbidirti?
Che faresti se alcuni dei contadini decidessero di non mangiare verdura?
Che cosa decideresti di fare?
Chiederlo gentilmente?

Essere al potere non significa chiedere, significa ordinare.
Significa comandare: un ordine non è più tale se non ci sono conseguenze per chi trasgredisce.
I trasgressori devono essere puniti con la confisca dei beni, con la prigione, con la flagellazione pubblica.
In un modo o nell’altro dovresti punire, cioè aggredire, intenzionalmente e pubblicamente chi ha semplicemente deciso di non seguire i tuoi consigli.

Metti che decidi di proibire il fumo e gli alcolici, l’uso di droghe o il consumo eccessivo di dolci: se qualche suddito trasgredisce deve essere punito.
Dovranno subirne le conseguenze.
Non ha nessuna importanza che tu sia convinto delle tue ottime scelte e consigli, dovresti inviare dei mercenari per punire chi si rifiuta di condividere le tue stesse idee, le cose che hai indicato di fare.

Il risultato – ancora una volta – sarebbe il fallimento delle tue buone intenzioni: non sarai più visto come sovrano servizievole, ma ti vedrebbero in veste di violento prevaricatore. Anche se le decisioni che imponi dovrebbero essere cose utili per il loro stesso bene.
Le tue migliori intenzioni, unite all’esercizio del potere, diventerebbero azioni violente.
Le vittime di queste azioni, cioè i tuoi stessi sudditi, non sarebbero più così tanto ben disposti verso di te.
Al contrario, inizierebbero a nutrire risentimenti verso di te e verso il tuo cosiddetto piano virtuoso.

Però, potresti ancora trovare un modo per esercitare il tuo potere a fin di bene…

PROGRAMMA: Quarto Punto – Proteggere gli Indifesi

E se invece di obbligare i tuoi sudditi a fare buone scelte, o invece di finanziare progetti utili, decidessi di fare qualcosa di più semplice?
Proteggerai le brave persone dai delinquenti presenti nel tuo regno (cioè, nell’intero pianeta).

Sicuramente non ci può essere nulla di sbagliato in questo!
Il modo migliore per usare il potere è quello di proteggere i buoni e punire i cattivi.
Ecco a cosa ti dedicherai, convinto che nel tuo ruolo di Re riuscirai a rendere questo mondo un posto migliore.

Ma anche in questo caso, i tuoi sudditi non sarebbero liberi di scegliere se finanziare il tuo progetto o no.
I tuoi esattori delle tasse potrebbero essere percepiti come individui corrotti, la tua milizia mercenaria potrebbe essere percepita come un esercito di violenti.

Potrebbero pensare che la tua idea di giustizia è scorretta, potrebbero pensare che la protezione che offri non valga la spesa.
Che faresti?
Permetteresti loro di tirarsi indietro?

No, se vorrai restare Re non lo farai.

I mercenari che pagherai, le prigioni che costruirai, l’esercito che formerai con tutto l’equipaggiamento: i tuoi sudditi potrebbero pensarla in modo differente da te, su come usare tutte queste cose.
Risponderai che ne sai più di loro o che dovrebbero lasciar fare a te, che è per il bene comune?
Per poi imprigionare chi non paga?
Vorresti obbligarli a condividere la tua idea di giustizia e sicurezza?
Pensi di obbligarli a pagare e poi aspettarti che accettino la tua opinione e ti siano riconoscenti?

Se affermi di dare protezione alle persone, ma poi mandi i soldati a riscuotere le tasse da gente che non vuole essere protetta, rischi di passare per mafioso più che da salvatore e protettore.

Se alcuni di loro vogliono proteggersi da soli, oppure vogliono scegliere qualcun altro che non sia tu e i tuoi sgherri, lasceresti fare?
Oppure li obbligheresti ad appoggiare le tue idee di giustizia e sicurezza?
Se a qualcuno di loro non piace ciò che fa il tuo esercito o come lo fa, accetteresti di non farti finanziare i tuoi programmi?

Torno a ripetere che per mantenere la tua posizione di potere devi far rispettare i tuoi piani con la forza, devi obbligare i tuoi sudditi a finanziare le tue decisioni, dovrai reprimere ogni forma di resistenza.
E tutto questo lo farai per proteggerli dai delinquenti e dai ladri.
E’ una cosa a dir poco ironica!

Sarebbe un po’ difficile sentirsi nobili, giusti o persino onesti, mentre commetti una aggressione continua contro il popolo, in nome della sua stessa protezione e difesa.

PROGRAMMA: Quinto Punto – rimani nel tuo castello senza fare niente

Bene, pare che la tua forte ambizione di usare il tuo nuovo illimitato potere per migliorare il mondo, non abbia dato i risultati sperati.

Hai provato a fare cose buone, hai provato ad essere premuroso e compassionevole.
Ma il risultato è stato aggressione e minacce perché, dopotutto, è quello che fanno le leggi e i governi.

E quindi, preso dalla disperazione, decidi di non fare più nulla.
Decidi di ritirarti, imbronciato, nel tuo castello e di lasciare a se stessi i tuoi sudditi.
Però aspetta un attimo.
Come affronterai le spese per il castello, per le guardie e per tutte le cose costose che usi?
Anche se decidi di eliminare la maggior parte di quei lussi, pensi che i tuoi sudditi accetterebbero di pagarti e finanziarti per vederti oziare dentro il tuo castello?
Ti pagherebbero per fare il pigrone mentre loro devono risolvere da soli i loro problemi?
E’ molto difficile che lo facciano.

Se tu, il Re, vuoi continuare a vivere nel lusso, dovrai obbligare i sudditi a pagare le tasse, dovranno essere loro a finanziare quel lusso.
Significa che, anche se non stai facendo assolutamente nulla per i contadini, devi mandare in ogni caso delle guardie armate  per riscuotere le tasse, e avere la possibilità di continuare a fare il Re.

Morale della Favola:

E questo ci porta all’ultimo punto del programma, quello da cui avresti dovuto cominciare.
Quando ti fecero Re, quando ti attribuirono ogni potere, avresti dovuto rispondere no.
Quando ti hanno offerto la possibilità di comandare e controllare i tuoi simili, avresti dovuto rifiutare.
Quando ti avevano dato il potere di comandare sugli altri, avresti dovuto prendere la decisione di non fare nulla, assolutamente nulla.

Perché il potere, unito all’uso della forza, non può migliorare il nostro mondo.
Il controllo autoritario, che provenga da un Re o da un Parlamento eletto, oppure da una Repubblica Costituzionale, non può migliorare la società.

Perché no? Perché questo tipo di potere, per sua stessa natura, non è altro che abilità di minacciare e aggredire le persone.
Quali che siano le tue intenzioni, non riusciresti a cambiare per il meglio la società umana.
Non è possibile creare una società pacifica con l’uso della forza e della minaccia.
Dovrebbe essere una cosa ovvia, non ti pare?
Una cosa che non ha bisogno di spiegazioni.

Eppure, dobbiamo tristemente notare che molti sono stati tratti in inganno e ipnotizzati da questa idea completamente sbagliata:
che si possano diffondere la moralità e la civiltà dando a una minoranza di persone l’autorità di minacciare e aggredire la maggioranza dei loro simili.

Di governare con l’uso dell’imposizione e della forza, esercitando il controllo sugli altri.

Quest’idea è completamente folle, per quanto possa essere “popolare” o superficialmente condivisa, e per quanto possa essere sostenuta dalle più convolute argomentazioni e giustificazioni retoriche.

Te ne puoi anche andare in giro a pontificare quanto vuoi sulle elezioni, sui governi che ci rappresentano o sul consenso dei votanti, niente di tutto questo cambierà mai la realtà.
Chiunque voglia analizzare le cose con obiettività per cinque minuti, arriverebbe a vedere la realtà per quello che è.
Il potere autoritario, esercitato in qualsiasi forma, a prescindere dai suoi scopi e intenzioni, non fa altro che immettere aggressività, violenza e immoralità nelle nostre società.

Non fa differenza quanti bei vestiti, quanti cappelli alla moda, quanti palazzi fastosi, riti elaborati, nomi altisonanti o cerimonie utilizzi.
Che provenga da un Re o da un mucchio di politici eletti: il potere di comandare sarà sempre diametralmente opposto al potere di essere umani.

Vuoi ancora migliorare il mondo?
Getta via la corona, ignora la politica.
Evita di minacciare, aggredire o derubare i tuoi vicini, non dare il tuo voto a chi vuole minacciare, aggredire o derubare i tuoi vicini in tuo nome.

Non obbligare gli altri, personalmente o tramite chi è al potere, a fare o essere quello che tu vorresti.
O a finanziare quello che TU vorresti finanziare.

Piuttosto: impara a trattare il tuo simile come se fosse padrone e responsabile di se stesso.
Perché, in verità, lo è.

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Il lavoro e la visione di Italo Cillo
(Rishi Chony Dorje) proseguono su
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About The Author

Italo Cillo

Sono ricercatore e insegnante spirituale, padre di famiglia, autore, imprenditore creativo, blogger e libero pensatore.

Comments

  1. Claudio says:

    Bravo, ognuno e’ l’artefice del proprio destino, questo dice la Spiritualita’. Bisogna considerare il prossimo infinitamente capace di creare cio’ che desidera autonomamente, proprio come noi. Questo non toglie che e’ giusto dare una mano a chi ce la chiede o offrire un aiuto, ma senza insistenza o peggio ancora coercizione.

  2. Interessante il testo “Se tu fossi il re”.. Aggiungerei una riflessione:
    Il potere può venire fatto rispettare in due modi, punendo chi non segue gli ordini (come espresso nel testo) oppure premiando chi li segue…

    In questo secondo caso le cose cambiano… Credo che un re illuminato potrebbe avanzare il proprio programma, biblioteche, scuole, ospedali, aiuto ai poveri etc. chiedendo fondi ai cittadini: chi pagherà potrà usufruire di ciò che verrà costruito, chi non pagherà non potrà usufruirne ma sarà comunque libero di costruire qualcosa di alternativo in piena responsabilità…

    In questo modo verrebbe evidenziata la responsabilità e la possibilità di scelta per ogni persona…

    In questo modo potrebbero formarsi anche più di un re, ognuno con la sue idee, ognuno seguito e finanziato da coloro che, in piena responsabilità, ritengono buone le sue idee…

    In questo modo ogni persona potrebbe assaporare l’ebrezza della libertà con tutte le sue sfumature, belle e brutte… In fondo la totale libertà è caratterizzata dalla totale mancanza di sicurezze, sicurezze che magari il re mette a disposizione, sarà poi scelta autonoma di ogni persona se usufruire di tali sicurezze limitando la propria libertà oppure se non usufruirne rimanendo completamente libero ma completamente privo di determinate sicurezze…

    L’obiettivo ultimo naturalmente poi rimarebbe quello di diventare ognuno Re di se stesso, aiutandosi l’un l’altro da pari.

    Ti faccio i miei migliori complimenti per tutto il lavoro che stai portando avanti, mi sei sempre di ispirazione!

    Amos B

    • Raffaella says:

      Interessante analisi Amos,grazie!
      Sarebbe da vedere quanto dura la coesistenza di questi due tipi di governi,al momento abbiamo la prova solo che tutti i tipi di governi che ci son stati fin’ora hanno fallito,l’autogoverno non è mai stato provato,almeno che io sappia.Penso che se nascessero insieme entrambi queste due forme sarebbe un’ottima occasione per metterli a confronto ed inoltre il regno avrebbe un costante sprone per fare del suo meglio,ma penso anche che durerebbe poco perché l’uomo desidera la libertà e preferirebbe contribuire direttamente al proprio futuro senza affidarsi ad altri.Parli di un sovrano illuminato,ma penso che le persone illuminate disdegnerebbero da principio il concetto di sudditanza,le persone illuminate non ti dicono cosa fare,piuttosto ti mostrano la via per farlo.
      In ogni caso potrebbe invece essere un interessante stato di transizione,perché molte persone sono ancora convinte che il cambiamento sia impossibile e che la vita vada subita e non vissuta e soprattutto ai più anziani un reame ‘buono’ farebbe comodo.

      un abbraccio

    • Italo Cillo says:

      Grazie Amos, interessante il tuo punto di vista e ti dico di più: ci arriveremo, stiamo andando proprio in questa direzione di totale “decentralizzazione” e “volontarietà” dei rapporti sociali!

    • Roberto says:

      Bellissimo il post di Italo e bello anche il pensiero di Amos. Io credo che per essere tutti veramente liberi non servano rè,per chiedere finanziamenti ai cittadini per costruire scuole e ospedali non servono rè ma bensì lo può fare (organizzare un gruppo) chiunque……..a patto che lo si voglia fare con buone intenzioni. Buona vita a tutti

  3. Orlando says:

    Bello, proprio delle belle riflessioni, spesso mi sono chiesto se un principe illuminato non sia meglio di uno stuolo di politici che non rappresentano più nessuno, e non hanno colpe (“abbiamo ereditato una situazione catastrofica dovuta ai governi precedenti”, Tutti fanno discorsi equi e giusti in campagna elettorale, ma poi, come il povero Re Giusto…” non ci sono i fondi, l’opposizione ha bloccato le nostre iniziative” ecc.

    Però forse qualcosa si può fare….

    Per cambiare il Mondo….. Bisogna cambiare gli uomini del mondo.
    Per cambiare gli uomini del mondo…… Bisogna cambiare i Pensieri degli uomini del mondo.
    Per cambiare i pensieri degli uomini….. Bisogna insegnare ai loro figli.

    Se fossi Re, mi limiterei a cambiare radicalmente la scuola, il modo d’insegnare, le materie stesse.

    Insegnare, la Meditazione, insegnare che ogni diversità ci arricchisce, Insegnare che siamo non solo tutti uguali, ma una sola cosa… Che non ci sono nemici o avversari, ma nostri fratelli.

    Abolirei anche i giudizi o i voti, e anche i punteggi nelle competizioni sportive, si gioca insieme per divertimento non per il risultato, siamo tutti vincitori se ci siamo divertiti.

    E già ma così ci vorranno cento anni, qualcuno penserà, Si? solo? Bhe forse allora c’è ancora una speranza per questa umanità.

  4. dahaelen says:

    Carissimo Italo la domanda è semplice: “Perché mai si sente l’esigenza essere qualcuno che abbia il potere di dettare le sue regole?”. Forse perché ci hanno istruito a pensare che l’Essere Umano non è capace di autogestirsi? Se è questo ho il piacere di annuciare che la cosiddetta incapacità è creata subdolamente ed artificiosamente (Posso qualora volessi conoscere il mio punto di vista essere molto preciso e dettagliato in merito alla questione) per far in modo che venga creata l’esigenza di un re o figura omonima che sia capace di mettere ordine efare giustizia.
    Ma vedi caro Italo finchè si sente il bisogno di mediatori si avvertirà sempre la mancanza di essere abile, capace, competente, Giusto e quindi non si potrà costruire una società umana basata sulla responsabilità personale, sulla condivisione ecc…Io penso che il Valore siamo noi tutti Esseri umani e che possiamo in quanto Valore Reale costruire e scambiare nostre capacità. Noi siamo Re di noi stessi, valore supremo della Coscienza Incarnata. Noi SIAMO. Noi non abbiamo un’anima noi Siamo Anima e possiamo unirci insieme attorno ad un tavolo rotondo e mettere la ricchezza delle nostre scoperte al servizio di tutti noi.
    Ci sarebbe molto da dire di come fare ma penso che sia stato abbastanza chiaro nell’esprimere il concetto di Valore

  5. neria says:

    Ho letto attentamente e sono assolutamente d’accordo. Non è possibile ottenere risultati validi, quando di mezzo c’è il potere. Secondo me l’unica possibilità per il miglioramento è una VERA e dico VERA democrazia, che deve partire dal singolo individuo, che deve rispettare il suo vicino, aiutandolo e facendosi aiutare, senza fini nascosti, senza quel benedetto IO, senza mai dire mio, senza mai declinare il verbo AVERE . ESSERCI, invece! Il sorriso, l’accoglienza, la generosità… ecco quello che credo sia il vero potere. Non devono esistere capi, non dovremmo averne bisogno, ognuno dovrebbe essere capo di se stesso, ognuno dovrebbe offrire alla comunità la propria intelligenza, la propria forza, la propria salute, e avere sempre una mano tesa per dare e ricevere una carezza. Ma quanta strada dobbiamo ancora fare per arrivare a tutto questo? E soprattutto mi chiedo se tutto questo non sia solo un sogno. Ti dirò che durante il mio periodo lavorativo ho tentato di applicare questi principi, ma troppe volte ho dovuto fare marcia indietro, probabilmente non ho avuto la capacità di perseverare. Grazie Italo per il continuo stimolo che ci dai, spingendoci a riflettere.

  6. Salvatore Meli says:

    Sono molto daccordo con Amos B, e sono convinto che punire non servi a molto, anzi serve soltanto a far arrabbiare di più la gente, è meglio, premiare le persone per i loro comportamenti positivi. Un esempio banale, se in un ufficio alcune persone lavorano male e svogliatamente, io non li punirei, semplicemente non li considererei lasciandoli al loro destino, ma premerei moltissimo chi lavora bene con scrupolo ed entusiasmo, e sicuramente diventerebbero un esempio per chi lavora male.
    Per questo motivo non credo in un Dio che punisce con l’inferno e premia con il paradiso……ma questo è un’altro discorso.
    Ciao Italo, grazie infinitamente per quello che fai, ti seguo da molto tempo, ho seguito tutti i tuoi podcast di tempo di cambiare, sei veramente per me una fonte di ispirazione e spero quanto prima di poterti conoscere “dal vivo” in uno dei tuoi corsi. Buona vita

  7. Andrea Leti says:

    Caspita se fa riflettere!
    Ho stampato l’articolo e sarà oggetto di discussione familiare al “Barese” cenone della vigilia di Natale! 🙂

    Con una delicatissima logica a dir poco disarmante viene spiegata la nostra situazione reale.

    Gran bello spunto di riflessione!

  8. Ciao Amos B, quello che dici è davvero interessante.

    Voglio però provare a fare “l’avvocato del diavolo” 😀

    Quando dici che un Re potrebbe avanzare il suo programma chiedendo fondi ai cittadini, dici anche che chi non contribuisce non potrà usufruire dei servizi…

    Ma se io, pur non contribuendo, mi ritenessi in diritto di usufruire dell’ospedale perché, per esempio, considero mio diritto sacrosanto quello di farmi curare, il Re dovrebbe in qualche modo impedirmelo…

    Se un gruppo di persone dovesse pensarla come me è decidesse di ribellarsi, il Re si ritroverebbe nella condizione di dover organizzare un tentativo di repressione! …il rischio di una guerra è dietro l’angolo!

    Condivido invece in pieno l’idea di diventare “Re di se stessi” e di aiutarsi l’un l’altro da pari.

    Anche per me Italo è sempre di ispirazione, così come lo siete tutti voi quando dite la vostra!

    Leggervi diventa un bellissimo gioco che stimola la mente e permette di effettuare in poco tempo dei ragionamenti semplici ma allo stesso tempo raffinati che nella vita di tutti i giorni difficilmente mi soffermerei a fare.

    Un caro saluto

    Fabio Calderone

    • Interessante argomentazione la tua 🙂

      Credo che l’essenza del discorso stia nella responsabilità. Nel momento in cui un individuo, in piena responsabilità, sceglie di non usufruire di un servizio messo a disposizione dal re, sceglie anche tutte le conseguenze che ne verranno: questo è il prezzo della libertà…

      Alla base di tutto ci dovrebbe essere un cambio di paradigma: non è lo stato ( il re) che deve fare tutto per me, ma sono io che devo rimboccarmi le maniche, in piena responsabilità e crearmi ciò che mi serve. Il re mi facilita il compito fornendo dei servizi, se li voglio mi sottometto ai dettami del re (pago le sue tasse), se invece credo che quelle tasse siano ingiuste sono liberissimo di non pagare ma, da uomo libero e responsabile, devo sapere che dovrò trovare soluzioni alternative…
      Aggredire l’ospedale per poterne usufruire in realtà mi pone esattamente nelle condizioni di servo, non di uomo libero. Mi pone nelle condizioni di colui che ha bisogno di qualcuno che gli gestisca la vita… Appropriarmi poi del servizio senza seguire le leggi dettate dal re che fornisce quel servizio, mi mette in una posizione di completo disonore…

      Nella realtà odierna molto probabilmente, come suggerisci tu, non sarebbe possibile attuare questo tipo di cosa. Le persone sono ancora troppo abituate a ricevere la pappa pronta, a farsi controllare… Pochi anelano alla vera libertà.. In effetti, come dicevo, la vera libertà è caratterizzata dalla completa mancanza di sicurezze e, spesso, è difficile lasciare andare le nostre sicurezze…

      • neria says:

        Grande Amos, il tuo commento è davvero centrato. La responsabilità del tuo agire è la vera tua libertà.

    • Italo Cillo says:

      Grazie Fabio, giusto per rispettare i passaggi logici:

      “se tu, pur non contribuendo, ti ritenessi in diritto di usufruire dell’ospedale perché, per esempio, consideri tuo diritto sacrosanto quello di farti curare”…

      …saresti nel torto (non hai “diritto” di usare ciò che non ti appartiene) di conseguenza dovresti essere disposto a sopportare le conseguenze dell’agire in torto, che vengano dal Re o da altri esseri tuoi pari 🙂

      • Sì, e la domanda successiva è: come persuadere chi è nel torto, magari scientemente perché ritiene di ricavarne un vantaggio personale, a stare dalla parte della ragione, anche se questo dovesse essere per lui svantaggioso?

        Alla fine una multa, un rimprovero, il pubblico ludibrio, (nei casi più gravi la detenzione) sono sempre sanzioni “collettive” ad un comportamento personale riprovevole.

  9. Giusè says:

    Sono d’accordo con te, e come potrebbe essere altrimenti. Ma se fossi il quasi Creatore farei in modo di smettere l’alimentazione così come la conosciamo: lavoro del contadino,pescatore,commerciante,cuoco etc. con tutte le malattie dovute , obesità o malnutrizione.povertà o morti di fame.

  10. anna says:

    I re, i governanti, soprattutto i preti e ……….le persone normali…che incontri tutti i giorni e che vogliono succhiarti l’anima….. sono stati la manifestazione egoistica dell’uomo che vuole controllare il proprio simile e spremerlo a + non posso con la scusa di fare il suo bene……. forse nel percorso dell’evoluzione dell’uomo sono stati necessari, ma ora sono ingombranti………..non servono più; l’unico re che amo è “il piccolo principe” di Antoine de Saint E. con i suoi riccioli biondi; e come lui mi sono sentita sempre un pò spaesata in questa avventura terrena, man mano che crescevo tutti volevano qualcosa da me, il mio sè è stato soffocato dalle necessità quotidiane, dal ritmo frenetico della società moderna che ti impone di fare sempre qualcosa invece che di rimanere centrato su di te………….la genitrice ti soffoca xchè vuole un bastone x la vecchiaia, il marito ………che tu ti comporti adeguatamente, in ufficio ipocrisia ai massimi livelli, i figli……………anche loro benedizione dal cielo, come crescono pensano che sia un loro diritto calpestarti come un tappeto; i re non sono solo sul trono; arrivi ad un certo punto che ti togli il velo dagli occhi e vedi le persone che ti circondano nella loro essenza e sei costretto a prendere una decisione, sei costretto ad andare contro a tutto quello che loro rappresentano se vuoi vivere, se vuoi essere quello che in realtà sei sempre stato, ma non hai mai potuto esprimere; la chiamano la notte dell’anima; l’ho passata, ho sofferto, ne sono uscita rafforzata + che mai, senza scappare dalle mie responsabilità verso i figli; ho realizzato il mio progetto di togliermi da un lavoro dipendente degradante mai sopportato e di gestirmi un’attività mia confacente al mio modo di sentire la vita a contatto con la natura; sono felice e un nuovo compagno ,di ugual sentire, con l’animo sensibile e artistico e un cuore grande come una casa mi è vicino pur lasciandomi la libertà del fare senza mai imporre, senza mai spazientirsi…………con una calma e una serenità che solo gli uomini giusti possiedono; appartengo al mondo nuovo in arrivo, che x me è già qui e sono felice di far ritorno a casa, la casa che appartiene di diritto ad ogni uomo di buona volontà e non vedo l’ora di fare un giro tra le stelle sul tracciato magnetico che presto qualche scienziato, penso a M.Keshe, ci metterà a disposizione………..scusate mi sono dilungata troppo, ma sento così fortemente dentro di me le cose nuove che stanno arrivando che a volte mi prende la vertigine.
    Grazie Italo di essere arrivato sulla mia strada; è vero il detto che quando il discepolo è pronto il maestro arriva……….

  11. Erika Cioni says:

    …come sempre Meravigliosamente “Attente”, Italo, ed assolutamente condivisibili le Tue Riflessioni sempre ricche di risvolti “illuminanti”….frutto di chi ha saputo andare davvero “a fondo” nelle Cose!!

    Grazie per averci Ricordato, con la Tua Meravigliosa “Semplicità”, che si può essere “Re” soltanto di Se Stessi e…per quel che ci è concesso…“Ricordare” agli altri di fare altrettanto!

    E già che la sediolina rossa del “Re” mi ha fatto istintivamente pensare ad un Cuore, mi permetto di concludere con una nota “leggera”…Possa, Ognuno di Noi, “Semplicemente” Aspirare ad essere comodamente seduto sul Regale Trono del proprio Cuore per finalmente “Essere” …E così Sia!!

  12. Andrea says:

    Bellissimo, grazie, Italo..infatti, un pensiero che mi capitava spesso, è che per essere veramente “Anarchici”, bisognerebbe essere proprio Re di sé stessi, re-sponsabili (c’è pure nella parola..;) ), in modo da vivere in equilibrio e armonia, con i propri simili… finché anche solo un anima sarà inquieta, bramosa di possesso e dominio, ci sarà sempre un piccolo re che prevaricherà l’altro, in questo mondo..a noi non resta che, passo dopo passo, diventare sempre più bravi a sviluppare l’anarchia meritocratica del nostro cuore, il nostro maestro che ci insegna ad essere individui che possono e devono vivere nella pace e nell’amore verso il prossimo…è una strada difficile, ma è l’unica percorribile per una gran parte dell’umanità, credo..Un abbraccio di cuore e grazie ancora 🙂

    • Italo Cillo says:

      Ottimo Andrea, grazie.
      Credo che “Anarchia” sia una parola negativa e ingannevole, appartenente al secolo scorso.
      “Volontarismo” è una parola che preferisco: le relazioni fra individui, e fra individui e qualsiasi altra organizzazione, devono essere basate sulla volontarietà e sul consenso.
      Qualsiasi alternativa non è altro che una forma di barbarie, di cui rideremo nel futuro…

  13. emanuele says:

    Semplicemente, credo che ognuno di noi debba scoprire il proprio talento, per poi seguirlo nella direzione del bene comune…No a Re o governi per il popolo , ma un Popolo che sappia essere allo stesso tempo Re o governo, unito nella condivisione degli intenti. Qualora tra i tanti talenti, qualcuno dovesse scoprire che il proprio è’ delinquere o prevaricare…allora ma solo allora ,l’ unico popolo del bene ,avrebbe il diritto dovere di isolare coloro che non agiscono nell’uno. Un abbraccio a tutti

    Emanuele

  14. riccardo says:

    Ciao Italo, interessante esercizio. Sono emotivamente perfettamente d’accordo con te.
    La tua storia mi ha fatto fare alcune considerazioni.
    La prima che mi è balenata in mente è che fintanto che un regno ti riconosce la libertà di non accettare le leggi del regno e ti consente di andartene, tutto sommato il bicchiere è mezzo pieno.
    Per fortuna l’Italia non è la Cina o l’Unione Sovietica di qualche decennio fa.
    Se mi trovo in una casa dove esistono delle regole di comportamento (del padrone di casa o stabilite dalla comunità dei residenti) e queste non sono da me condivise, sarebbe scorretto imporre le mie e non rispettare quelle della casa. Riterrei giusto andarmene in luogo dove posso essere me stesso.
    Il mondo è grande.
    La seconda considerazione che mi è venuta, forse per mancanza di chiarezza di idee, è che sia nel caso in cui le regole siano dettate da un’autorità, sia che sorgano dall’autoresponsabilità di ognuno, in ogni caso, a meno che non si viva da soli, in qualche modo e in un certo momento la società esprimerà ciò che è invasione dell’altrui bene e ciò che non lo è.
    In tal caso come posso impedire che una persona oltrepassi i limiti del mio benessere se non con la difesa e quindi con una qualche forma di violenza?
    Ma soprattutto chi e cosa determina questi limiti?
    Proprio in questi giorni vediamo moti di pura protesta del popolo, che chiede a chi non è stato in grado di governare di andare via. Giustissimo!
    Personalmente sono dell’idea che qualora si ritenga che una legge sia ingiusta, questa di fatto non sia una legge e si abbia il diritto di combatterla anche contro le leggi stesse stessa.
    Tuttavia abolita la legge e ottenuto il vuoto, cosa si fa per avere una direzione?
    La mente umana lavora per convinzioni, abbiamo bisogno di regole.
    Onestamente, qui la mia mente si ferma. Non ho soluzioni.

    • Italo Cillo says:

      Ciao Riccardo!
      Abbiamo bisogno di “Volontarismo”, non di anarchia.
      Le relazioni fra individui, e fra individui e qualsiasi altra organizzazione, devono essere basate sulla volontarietà e sul consenso.
      L’unico reato è quello di infrangere la volontarietà e il consenso altrui (attraverso qualsiasi forma di violenza, minaccia, aggressione).
      Immagino un organismo non più “governativo”, ma con la sola funzione di far rispettare la volontarietà e il consenso, e scoraggiare o punire chi li infrange.
      E’ più semplice di quello che si creda, e ci arriveremo, in quanto Umanità 🙂

  15. Luciano says:

    Cosi come la nostra vita a degli alti e bassi anche la societa segue un onda di piu e meno come una particella di energia. Cosi puo essere che nel monento piu basso di degrado servano le imposizioni di regole per dare una radrizzata per poi capire che le imposizioni non vanno piu bene e serva la piena libertà, che non sapremo gestire bene e ci porterà di nuovo al degrado. Insomma l’onda della vita.

  16. Rita Sotgiu says:

    Questo articolo propone serie e importanti riflessioni, che partono da una situazione data per intoccabile, la presenza dei governi. La necessità di essere gestiti e amministrati, poi, è molto nutrita da chi ha tutto l’interesse a farci credere che siamo degli incapaci. Detto questo, però, come organizzare comunità più grandi e complesse come le nostre? Siamo, in ogni caso, differenti dalle società di banda, vedi le popolazioni Lakota o quelle tibetane. Come introdurre un nuovo modo di interagire fra di noi? Credo che questa sarà la sfida più grande, negli anni a venire.

    • Italo Cillo says:

      Sono d’accordo Rita, penso che il “vuoto” lasciato dai Governi centralizzati viene inevitabilmente e velocemente riempito dall’iniziativa dei privati, in un regime di scambio libero e volontario che tende a risolvere i problemi man mano che si presentano. Ed è un bene che sia così

  17. Marta says:

    Caro Italo, questo racconto è molto significativo, grazie per averlo condiviso.
    Molto spesso siamo animati dalle intenzioni più buone e desideriamo essere di aiuto agli altri, il problema è che quando analizziamo con gli occhi e il giudizio una realtà

  18. Marta says:

    (continuo..) 🙂
    che è al di fuori di noi, ci imbattiamo inevitabilmente a commettere degli errori perchè questa realtà è relativa e non assoluta, di conseguenza non tutti hanno le stesse esigenze o desideri.
    Invece di porre sul capo la corona dovremmo chinare la testa e lavorare sul nostro essere , con umiltà.
    Troppo spesso si è convinti di avere la risposta giusta o di sapere cosa è giusto fare. Crediamo di poter giudicare una azione come giusta o sbagliata e, paradossalmente, anche se con altre sfacettature, commettiamo gli stessi errori di altri che reputiamo “sbagliati”.
    L’equanimità è un grande valore, e quando impareremo a rispettare l’altro nelle sue esigenze, nei suoi limiti, nei suoi sbagli, saremo pronti per accettare i nostri limiti, sbagli ed esigenze, e allora, con umiltà, saremo in grado di darci una mano nel rispetto che si deve agli altri, e a se stessi.

  19. gioirgio tanco says:

    Nel 2050 ci saranno 10 miliardi di esseri umani su quest’isola chiamata Pianeta Terra.
    Impossibile per la nostra mente solo immaginare il cambiamento di relazioni, di interazioni, di reazioni a quanto sta accadendo. Come dice Amos la Vita è per definizione insicura, incerta ed imprevedibile.
    Ed è ok che sia così, niente da cambiare davvero. (Forse avere come priorità (ri)svegliarsi, forse…)
    Ed alla fin fine c’è sempre la Vita che distruggerà qualsiasi nostra idea, concetto, nuovo o vecchio paradigma. Difatti la Vita distrugge tutto.
    Avevano chiesto a Nisargadatta cosa ne sarebbe stato di noi, se ci sarebbe stata un “Età dell’Oro”.
    La disarmante risposta del vecchio saggio, vado a memoria, fu:
    “Sì, arriverà anche un periodo di cosapevolezza piena, quello che comunumente definiamo “Età dell’Oro”. Durerà quello che dovrà durare, ed alla fine della giostra verrà distrutta dalla sua stessa perfezione…”
    La Vita distrugge tutto davvero, niente di sbagliato a provare qualcosa di diverso, Comunismo, Capitalismo, Anarchismo, Volontarismo…
    Ah Italo, ti faccio notare la trappola in cui stai cadendo, “Volontarismo”…
    Sono proprio tutti gli ISMI, ma davvero tutti, che ci fanno impazzire, impazzire davvero…
    Lots of Love
    Happy Happiness
    Happy Sharing
    Giorgio

  20. franco29337 says:

    Non mi conoscete ancora , però ho letto tutti i vostri scritti , e sono anche di poche parole .

    Nelle varie considerazioni , tutte valide , dettate dal cuore e ben esposte , a parer mio vi siete dimenticati di porre l’accento sulla presenza di una moltitudine , davvero vasta , di egoisti , prevaricatori e furbastri che tuttora inquina la nostra società .

    Come convertirli ?

    Il solo buon esempio e l’allenamento al sano altruismo fin’ora non mi pare abbia dato molti risultati .

    • Italo Cillo says:

      Esatto Franco, come convertirli?
      E, se non riusciamo a convertirli, come scoraggiarli?
      E come pensare che la risoluzione di questo problema spetti a un Organismo Centrale Aggressore, anziché all’iniziativa creativa dei “privati”?
      Dopotutto i “privati” hanno sempre risolto i problemi meglio dei “governi” 🙂
      (Tranne quando sono manipolati da questi ultimi)

    • Raffaella says:

      Posso essere sincera Franco?
      Io questa moltitudine non l’ho ancora incontrata,come può essere?
      Sì,all’apparenza possiamo chi più chi meno sembrare tutti egoisti e furbastri,però non appena intavolo una discussione un pò più approfondita con una persona qualsiasi di quelle che conosco scopro che non è proprio così e che basterebbe avere la costanza di diffondere messaggi di consapevolezza e amore per trovare un punto d’incontro.Una persona può essere egoista ma sentendosi costretta ad esserlo perché pensa che non esistano persone migliori,di sicuro non vuole esserlo,è solo la paura di essere migliori,di diventare deboli essendolo che ci fa mostrare la parte peggiore di noi.Possiamo comportarci come bambini finché non sappiamo che esistono gli adulti,ma rapportandoci con loro saremo costretti a crescere anche noi.
      Come scoraggiare questo comportamento,Italo?
      L’esempio per me resta sempre ‘ l’arma ‘ migliore,prima nel piccolo,partendo da noi stessi e dalle nostre famiglie,e poi sempre più nel grande,a livello di società.Una società consapevole e autodidatta sarebbe il miglior esempio che potremmo proporre per scoraggiare i ‘furbastri’.Anche se cominceremmo con poco,si allargherebbe presto per i benefici evidenti dell’indipendenza dal governo attuale e perché sarebbe il mezzo migliore per la diffusione.Però non bisogna aspettare che il governo si faccia da parte,non bisogna domandargli il permesso per costruire questa nuova società,proprio nel confronto con essa sta la forza maggiore del messaggio e proprio nel principio dell’indipendenza sta la libera creatività.
      La moltitudine egoista no,però so che c’è la moltitudine ‘pecorona’,della quale non son fuori del tutto neanche io ancora,la quale basta che qualcuno diffonda un pò una buona idea che funzioni,e tutti vi corrono dietro come fosse una moda,tutto sta nel cominciare e superare la famosa soglia della massa critica.

      scusate la prolissità

      un abbraccio

  21. Gaetano says:

    Ciao sono Gaetano vorrei poterti rispondere dicendoti che bello vivere in un mondo meraviglioso fatato pieno di fate elfi gnomi amore gioia felicita’ mi direte sono favole ,in realta’ tutto questo esiste ma in altre dimenzioni ,ma vi sembrera’ assurdo ma questo mondo fatto di tanta cattiveria deve esistere per il bene dell’umanita’nel senso che’se questo mondo attraverso le esperienze ci permettera’ di evolverci prendendo coscienza di noi stessi ,per ritornare al Padre Divino.ogni bene Gaetano

  22. Rita says:

    Mi sembra di sentire la mia voce interiore che mi ha sempre suggerito certi pensieri, certe riflessioni, certe convinzioni…e che spesso è rimasta soffocata dal timore di apparire un’illusa e incompresa utopista.
    E invece è bello scoprire così tante persone che condividono molte cose che serbo nel cuore.
    Grazie. Vi amo.

    “Viviamo tutti sotto le stesso cielo ma non abbiamo tutti gli stessi orizzonti”. Konrad Adenauer

  23. Grazie Italo
    per accompagnarci in questo processo di presa di coscienza
    un abbraccio
    Alberto

  24. Sergio P. says:

    Se mi venisse offerta l’opportunità di essere re del mondo credo che, prima di accettare o meno una così grande “responsabilità”, mi farei una seria domanda: posso essere unico responsabile “autoritario” nella vita del mio simile, senza cadere nella trappola del profitto personale e diventare, così, un possibile tiranno che impone solo le proprie idee?………….
    Vedi Italo?!, il fatto è che, secondo me, non può esistere una comunità autogestita se non c’è, all’interno della stessa, una centralità che sappia governare in modo corretto o, per meglio dire “saggio”, con mente Salomonica, su se stessa; così come non può esserci una famiglia (una piccolissima comunità), magari di parecchi figli, che si autogestisca in modo serio e crescente, se non c’è una figura (il genitore) che sappia governare saggiamente.
    Governare saggiamente, secondo me, non è imporre idee e progetti creati nella propria testa ed imporli a forza perché “l’ ego” personale, individuale, non ci fa vedere alternative ad esse.
    Governare saggiamente vuol dire proprio sapersi mettere in mezzo ai pensieri dei propri simili e trovare una soluzione per tutti, ma proprio tutti, i propri simili ed il mondo che stanno…………”usando” per vivere (ricordiamoci sempre che siamo, comunque, di passaggio; perché la vita stessa esiste grazie al fatto che esiste la morte, a compensare la propria esistenza).
    Ogni individuo che abita e vive su questa terra ha i propri pensieri e le proprie priorità di vita che, più spesso di quanto non si possa pensare, sono in netto contrasto con le idee e le priorità di vita del proprio simile.
    Il compito di poter gestire la governabilità di una grande comunità non è semplice, ma può essere semplificata; come?????……….bèh, forse è brutto a dirsi, ma non ci sono alternative alla semplificazione se non con delle regole.
    Ma se le “regole” si riducono ad una sola regola, unica, semplice, costruttiva e altruista (e c’è, secondo me, un modo per realizzare una regola simile………ma non posso dilungarmi in questo commento, chè mi servirebbe troppo spazio; il mio difetto più grande è non saper essere decentemente riassuntivo), allora il gioco è fatto.
    Sì, allora avrei dato una risposta positiva alla mia domanda e……..accetterei di essere il re del mondo……………”per il mondo”.
    Buona vita a te, Italo e a tutti voi presenti in questo post.

    • Italo Cillo says:

      Certamente Sergio, l’unica regola di cui parli è il NON infrangere la volontarietà e il libero consenso nei rapporti fra esseri umani.
      E’ questo l’unico, grande “crimine” da cui discendono tutti gli altri crimini 🙂
      Purtroppo (guarda caso) i primi a infrangere questa “unica regola” sono i governi 🙂
      Saluti affettuosi e auguri

  25. Gianni Menghini says:

    Ciao Italo
    ti ringrazio e ti voglio sinceramente bene non solo per ciò che hai scritto ora ma per per tutto ciò che hai fatto sin dall’inizio. Tu per me sei un’anima stupenda che sta aiutando gli umani ad elevare la propria coscienza e quando si raggiungerà una giusta massa critica di umani con la coscienza più rivolta all’evoluzione ed al benessere di tutti anzichè solo al proprio, in quanto tutti parte di una stessa unità, ecco allora forse inaspettatamente avverrà un cambiamento epocale di benessere e amore su tutto il pianeta.
    ti seguo e ti ammiro. Grazie. Gianni M.

    • Italo Cillo says:

      Gianni, splendide parole le tue, che possano essere profetiche!
      …e che tu possa essere felice! Un abbraccio

  26. ilva says:

    ..ho letto tutto …mi ha fatto bene al cuore e ha calmato l’umor nero, per le tristi notizie che ogni giorno ci propinano e per il periodo di difficolta sociale che stiamo vivendo nella confusione piu totale. Le difficolta ci fanno arrabiare e la rabbia ci impedisce di riflettere e di comprendere che cio che stiamo vivendo e conseguenza delle nostre azioni ed omissioni,superficialita,abusi e ignoranza…Abbiamo bisogno di guide illuminate che, con linguaggio semplice e chiaro esempio di vita onesta e laboriosa ci guidi alla riflessione dell’impegno personale e sociale di fratellanza e giustizia. Grazie per conservare , camminare e diffondere con coraggio saggezza e consapevolezza.Ilva

  27. Italo Cillo says:

    Grazie Ilva, saluti affettuosi!

  28. Carissimo Italo, questo video può essere apprezzabile per il messaggio finale: sovranità individuale e diritto naturale. Giusnaturalismo.
    Però tutto il contenuto è falsato dalla premessa: tassare i cittadini. Un analisi può essere più o meno corretta quando parti da un postulato iniziale veritiero, condiviso e non contestabile (la Terra è tonda). Ma è sufficiente introdurne con abilità uno “errato” (la Terra è piatta) per rendere tutti i commenti successivi volutamente fuorvianti o senza fondamento. Non conoscendo l’origine del video, preferisco non pensare alla malafede. Però, è purtroppo ciò che succede quotidianamente con i media dei padroni che spacciano la propaganda per informazione.

    Il Sovrano non ha necessità di tassare i cittadini: LO STATO BATTE MONETA.

    Noi, il Popolo Sovrano, siamo proprietari di tutte le risorse che Madre Natura ci mette a disposizione GRATUITAMENTE all’interno del territorio nazionale. La ricchezza di un Paese è data dalla capacità dell’Essere Umano di trasformare le risorse naturali disponibili in beni materiali utili alla vita. La moneta è solo un DOCUMENTO CONTABILE per redigere il quale c’è bisogno di carta e penna, o digitare dei numeri in un computer. Possono mancare carta e penna in uno Stato moderno? No, non possono. Quindi non possono mai mancare i soldi. Qui mi fermo perchè ci vorrebbe spazio e tempo per spiegare cosa sia il denaro e quale sia la sua funzione. E non voglio abusare dell’attenzione di ognuno.

    saluti
    paolo

    • Italo Cillo says:

      Grazie Paolo, ovviamente il video mette in discussione questa premessa (anzi, la considera ignobile).
      Ma tu, piuttosto: stai dicendo che l’Autorità di un Governo Centrale sarebbe “legittima”, se il suddetto Governo battesse moneta anziché tassare i cittadini?
      Auguri di Buone Feste! 🙂

      • Scusa, ma non riesco a vedere dove il video metta in discussione la premessa o la consideri ignobile.
        Non la Forma di Governo, ciò che è importante è che un Essere autenticamente Umano può solo fare il bene dei propri simili: in questo caso, stampando moneta invece che tassando. Dando a tutti ciò che già è loro, invece di prendere con la forza ciò che non è dovuto. Tutte le conseguenze di cui parla il video verrebbero meno. “Non nuocere” è l’unica autentica legge naturale.
        Auguri anche a te

        • Raffaella says:

          ehm,scusa Paolo,ma è tutto l’articolo che disdegna la premessa di tassare i cittadini…
          buoni gli spunti di riflessioni che offri,come lo sono anche quelli di Italo,perché alla fine,
          è qui che sta il valore maggiore.
          Attualmente i governi non battono moneta,non più,non ancora,quindi l’ipotesi di diventare sovrano
          tassando le persone è la più confacente al nostro sistema,alla nostra vita anche nel piccolo se ci pensi.
          Che poi,premessa o non,come ci ricorda Italo,dettare ordini sugli altri,pensare in loro vece,
          non credo sia giusto in ogni caso.

          un augurio di buon Natale anche a te

          • ” … l’ipotesi di diventare sovrano tassando le persone è la più confacente al nostro sistema …” ???
            Ma stiamo scherzando? Questo è il sistema più veloce per trasformare un sovrano in tiranno. Un Sovrano onesto che vuole il benessere del proprio popolo non deve far altro che dargli ciò che è già suo, senza nulla prendere. La moneta è una convenzione, nasce dal popolo e gli deve essere messa a disposizione gratuitamente per permettergli di “monetizzare” le risorse che Madre Natura ci offre in maniera del tutto gratuita. Qualcuno ha già risolto per noi ogni problema. I problemi di cui parla il video sono quelli creati artificialmente dalle classi dominanti di ogni epoca, facendo leva sulla nostra ignoranza. Moneta a costo zero unita alle risorse gratuite sono benessere per tutta l’Umanità. Il Paradiso Terrestre. Solo la nostra ignoranza in materia monetaria ci impedisce di capirlo.
            Chiudo qui perchè non voglio alimentare sterili discussioni.
            Buone feste a tutti

          • Raffaella says:

            Una frase estrapolata dal suo contesto può cambiare totalmente il suo significato.L’ipotesi del tassare le persone è più confacente al nostro sistema perché è così che attualmente il nostro sistema funziona,di certo non perché sia giusto che sia così.Non capisco perché cerchi a tutti i costi di distinguerti dagli altri,sei fra amici e persone che la pensano come te,ma le tue ipotesi si riferiscono ad un mondo perfetto,che non esiste.

  29. andrea says:

    Buon giorno a tutti. Oggi, quale Re del reame, mi limito ad augurare a tutto il regno il miglior Buon Natale in serenità. Augurio che vale, certamente, anche per l’autore del sito, famiglie comprese.

  30. Se io fossi il re?
    Ah! Bene, Grazie! Non me lo aspettavo. Accetto l’autorevole posizione ma premetto che salirò al trono solo per un tempo determinato. E ora che sono qui … improvviserò il mio primo discorso da Re … una bozza del mio programma per il miglioramento delle condizioni di vita dell’uomo.
    So che posso ottenere lo stesso risultato finale anche senza essere il Re del mondo ma da questa posizione, allo stato attuale, sarei favorito nelle mie intenzioni e vi spiegherò presto perché.
    Seguitemi!
    Come chiunque altro ben intenzionato a creare una condizione di vita migliore per l’intera umanità, in cui le risorse siano ben distribuite e accessibili a tutti, anche io voglio questo … e per un motivo. Il motivo è che MI FA STARE BENE perseguire questa missione personale; come mi fa stare bene pensare di –un giorno-realizzarla.
    Come chiunque altro, quindi, anche io ho come scopo supremo quello di percepire nel mio corpo un senso di pace (o benessere che dir si voglia). E’ per questo che mi impegno a cambiare me stesso e le cose intorno a me … e per cose intendo “ la coscienza mia e delle altre persone”. Sono convinto che tutti vogliamo fare, avere, ottenere qualcosa perché abbiamo la stessa MISSIONE PERSONALE di percepire benessere nella mente e nel corpo.
    Vediamo allora qual è la differenza che farà la differenza in un mondo in cui tutti comunque vogliono questa stessa cosa, ma a quanto pare non siamo ancora riusciti a ottenere il contesto più idoneo a questo scopo.
    Ritengo di aver intuito – e non sono certo l’unico – che la mia pace interiore – e la qualità della mia vita – è direttamente proporzionale alla libertà di espressione di tutti gli esseri umani. Perciò sarà questo quello che cercherò di ottenere. E’ quella che chiamo la mia Missione Sociale. In altre parole, quello per cui sono disposto a “impegnarmi”, è riuscire ad ottenere che le persone scoprano come questa condizione sia tanto più favorevole alla loro missione personale quanto più le loro azioni favoriscono la vita di chi li circonda.
    Ora non tutti sono convinti di questo e so che, per chi percorre una via diversa e più distruttiva, questo sarà possibile da comprendere se solo riuscirò a “confezionare” una dimostrazione personalizzata che gli mostri i vantaggi di prendere e poi proseguire per la strada della libertà di espressione per tutti.
    So che anche loro sono ben intenzionati a raggiungere la mia stessa missione personale, ma lo stanno facendo investendo le loro risorse in una direzione che non li favorisce. Solamente perché ignorano sia i vantaggi personali che gli svantaggi per loro stessi del continuare ad impegnarsi con azioni socialmente distruttive … ed è questa la differenza.
    La mia missione Sociale quindi, sia come Re che come semplice essere umano fatto di un cervello e di sangue pulsante è quello di istruirli. Per riuscire in questo dovrò seguire lo stesso procedimento che attualmente li ha istruiti a credere ciò in cui credono.
    In sostanza si tratta di persuadere le persone, che attualmente sono ignare dei vantaggi e dei benefici di vivere in un’ organizzazione libera di esprimersi, affinché contribuiscano con tutte le loro risorse alla mia stessa missione Sociale di liberare se stessi attraverso la libertà per gli altri.
    Allo stato attuale, disponiamo di 3 strumenti molto persuasivi (ai quali le persone già rispondono)
    1-Un’ottima abilità linguistica e comunicativa.
    2-Denaro
    3-Potere
    La prima perché permetterebbe di generare una soddisfacente spiegazione e quindi di cambiare le convinzioni di chiunque presti ascolto abbastanza a lungo da scoprire e comprendere i vantaggi che otterrebbe per se dal seguire il nuovo indirizzo.
    La seconda perché il denaro ha dimostrato di possedere potere persuasivo e ottenere collaborazioni anche senza una soddisfacente spiegazione. Se è stato usato per ottenere collaborazioni a scopo distruttivo funzionerà anche per “comperare il tempo” di coloro che altrimenti non lo presterebbero per comprendere i vantaggi del nuovo indirizzo.
    La terza perché il potere è persuasivo e in grado di cambiare le convinzioni. Se il potere e l’autorità di un re è da sempre stato in grado di far sopportare ai popoli la miseria allora può anche ottenere ascolto nella presentazione del nuovo indirizzo.
    E dove promette di condurre il nuovo indirizzo? Vi state chiedendo questo?
    Ora proverò a trasmettervi la mia visione del futuro. Premetto che trattandosi di futuro non può essere altro che una visione soggetta all’influenza di tutte le variabili non considerate e non considerabili da questa posizione ( oggi)
    Per questo dovrò avvalermi di una metafora per far comprendere al meglio e nelle poche parole di questo post “il disegno”.
    La condizione Sociale che può consentire la libertà di espressione ad ogni singolo abitante del pianeta avrà come caratteristica l’assenza del pilastro principale su cui attualmente è costruita la società mondiale:
    Il Possesso.
    Senza il pilastro del possesso, cioè senza la possibilità per l’uomo di ottenere la proprietà, non avrà motivo di esistere ne il denaro ne il potere. Le risorse esisterebbero comunque e le capacità di utilizzarle da parte dell’uomo anche. Raggiunta questa condizione io abdicherei – dato che sono il Re.
    Prima però ho un compito molto difficile da assolvere. So che molte persone non hanno mai pensato alla vita escludendo il concetto di possesso. So che molte persone non riescono proprio a pensare come sarebbe. Il loro inconscio si oppone! E’ un pilastro intoccabile e per molti questo non può essere messo in discussione. Ci avete mai provato a pensare come sarebbe questa condizione? So per certo che se avvenisse di punto in bianco per i più risulterebbe molto destabilizzante e questo creerebbe non pochi problemi. Per questo so che dovrò fare in modo che il processo di arricchimento della coscienza avvenga nel rispetto dei tempi che attualmente servirebbero per l’acquisizione di una qualsiasi nuova condizione.
    Per questo dico che è utile usare il denaro disponibile e la posizione di autorità per istruire il popolo ad essere libero. Ma poi basta! Infatti, come chiunque altro anche io avrò bisogno di liberarmi del potere … perché non servirà più e perché anche io voglio vivere la mia migliore vita e come ho detto posso farlo liberando gli altri e me stesso .
    Il motivo per cui adesso è favorevole la condizione che permette di esibire potere e gestire il denaro sarà meglio comprensibile nella metafora del ponte.( forse)
    Se la mia missione sociale è paragonabile alla realizzazione di un ponte che serve per trasferire le persone da una sponda all’altra ( il che vuol rappresentare il passaggio da un atteggiamento mentale ad un altro) dovrò tener conto che il ponte poggerà da un lato su dei pilastri che sono la realtà esistente nel contesto in cui le persone si trovano attualmente e dall’altro poggerà su dei pilastri completamente nuovi e diversi. La lunghezza del ponte e i tempi di percorrenza dello stesso saranno simili al tempo necessario per le persone di scoprire i vantaggi per se.
    Questo accorgimento nella realizzazione del progetto ( ponte) fa la differenza tra ciò che risulterà realizzabile e ciò che verrebbe percepito solamente come un’utopia. l’utopia è un’idea di costruzione del ponte a partire dall’altra sponda, e questo le persone non lo sostengono perché non ritengono il progetto concreto . Ciò che invece possono sostenere è ciò che per loro è tangibile. Nella metafora corrisponde alla costruzione del ponte con i materiali a loro noti e a partire dalla sponda attualmente abitata e conosciuta.
    Al momento il denaro e il potere ci sono e possono essere usati per annullare se stessi. Come – si dice – accade per il veleno dei serpenti: lo si annulla con il siero creato utilizzando il veleno stesso. Del resto il sistema monetario sappiamo che è un sistema autodistruttivo … e ciò significa che si autodistruggerà da solo. Con la mia Missione sociale so che accelererei le fasi di questa autodistruzione… e questo vi assicuro è un bene.
    Non so se ora vi state chiedendo che cosa farete tutto il giorno nella società in cui non esiste il possesso, il denaro e il potere. Io mi sono chiesto come passerebbero il tempo 6 miliardi e mezzo di persone libere di esplorare il mondo e raggiungere ogni risorsa del pianeta e mi sono detto che probabilmente – in realtà ne sono sicuro – che dopo essersi garantiti la sopravvivenza e le cure si dedicherebbero esclusivamente a ciò che le appassiona, ascoltando le proprie percezioni e rispondendo a quelle. Il che significa che ad ogni alternanza di pace interiore e insoddisfazione agiranno con la più totale libertà per ripristinare la condizione di pace che costantemente desiderano e poiché avranno accesso a tutto utilizzeranno sempre il meglio che c’è per tale scopo. Scopriranno l’importanza della collaborazione quando sperimenteranno i bisogni sociali, cioè bisogni che anche altri hanno e condividono. Scopriranno quali idee non corrispondono ai bisogni sociali perché non troveranno abbastanza collaboratori per realizzarle. E vivremo davvero tutti felici e contenti!

    • Erika Cioni says:

      ..E Tu me le chiami “poche parole di questo post”, caro Roland!? 😉

      Grazie di Cuore per il Tuo “Sentito” contributo….E, soprattutto, Grazie per la “Visione Finale” che Tutti Ci Accompagna e Ci Sostiene…”E Vissero Tutti Felici e Contenti”….AMEN!! 🙂

      • Grazie a voi Erika per avermi dato l’opportunità di esprimermi attraverso questo canale autorevole e molto seguito.
        Un abbraccio speciale a Italo che stimo e seguo con sempre più ammirazione.

        • Erika Cioni says:

          ..il “VERO GRAZIE” soltanto ad Italo, Roland, e alla Grandezza del Cielo che Tutto Sa, Tutto Conosce e Tutto Può…Grazie a Te!!

    • Italo Cillo says:

      Grazie Roland per il generoso contributo.
      Cosa faresti se qualcuno non fosse d’accordo con te, e volesse mantenere il possesso di qualcosa (piccola o grande, qualunque essa sia)?
      Ecco che sei ricaduto anche tu nel tranello 🙂
      L’obiettivo primario non è eliminare il possesso, né la “libertà di espressione” (che, da sola, potrebbe non cambiare nulla).
      L’obiettivo è infinitamente più semplice e raggiungibile:
      rispettare il Principio di Volontarietà e Consenso nelle interazioni fra esseri umani.
      Se l’unico reato riconosciuto e sanzionato fosse infrangere la libera volontà e il consenso di un altro essere umano… con una sola, piccola, semplice regola avremmo risolto tutti i problemi principali della nostra Società.
      Ne nascerebbero di nuovi (è ovvio), ma la libera iniziativa degli esseri umani li risolverebbe gradualmente 🙂
      Auguri di Felice Anno Nuovo!

      • Ciao Italo,
        contraccambio gli auguri di Buon Anno.

        Mi chiedi: Cosa farei se qualcuno non fosse d’accordo con me e volesse mantenere il possesso?
        Se ci guardiamo attorno è già questa la situazione, giusto? Tutte le persone che credono sia indispensabile il possesso vogliono mantenere ciò che possiedono. Per Loro è un riferimento molto forte al quale probabilmente attribuiscono sicurezza; e ovviamente qualsiasi altra proposta dovrà mostrarsi altrettanto portatrice di sicurezza e finché non sarà così non c’è alcuna possibilità che cambino il loro orientamento e i loro riferimenti. Non succede mai!
        Anzi! se vedessero in qualche modo minacciato il loro riferimento si impegnerebbero per ostacolare qualsiasi iniziativa. E già cosi !

        Perciò, io continuerei a fare la stessa cosa che è alla base dell’ intera missione ” confezionare per queste persone una dimostrazione più appropriata alle loro esigenze in modo che possano intravvedere i vantaggi – per loro- in questo nuovo modo di vivere. Del resto se il mio progetto è davvero valido ed è portatore dei vantaggi che sostengo, devo solo impegnarmi per ottenere ascolto e organizzare rappresentazioni più mirate … e sarà quindi solo questione di tempo (speso per questo). Se non è totalmente valido non ci riuscirò mai … ma allora vorrà dire che c’è ancora di meglio e scoprendo io i vantaggi di questo nuovo “disegno più giusto” sarò ben lieto di sostenerlo.

        Sempre avanti e sempre in questa direzione perchè credo sia una strada buona.
        Un grande abbraccio.

        • Italo Cillo says:

          Grazie Roland, credo che tu debba riflettere ancora su questo argomento, perché il tuo pensiero attuale contiene una fortissima componente autoritaria e riprodurrebbe il circolo vizioso da cui eravamo partiti 🙂
          Rileggi senza fretta la mia risposta immediatamente precedente e rifletti: contiene tutte le risposte che stai cercando.
          Saluti affettuosi!

          • Ciao Italo!
            Grazie! ho riflettuto e ho riletto con calma – e più volte – la tua prima risposta.
            Ne ho tratto un grande insegnamento e alla fine ho riscontrato nelle tue parole di riferimento
            (rispettare il Principio di Volontarietà e Consenso nelle interazioni fra esseri umani) la mia stessa missione.
            Credo che -se anche tu ritieni possano essere equivalenti – rispettare il principio di volontarietà e consenso e rispettare la libertà di espressione sono la stessa cosa, vero?

            Ma a parte la definizione quel che conta è senza dubbio il raggiungimento dello “stato” in cui ogni essere umano sia libero di esprimere il suo genio e mostrare al resto del mondo il valore di ciò che crea. In una condizione tale – sostengo – tutti trarrebbero il meglio dall’ esperienza vita.
            Dato che però siamo ancora – più o meno – lontani da questa condizione, e i risultati che otterremo domani saranno dati dalle azioni che compiamo oggi, il compito più ” sensato” secondo me da qui ad allora per chi ha ” guardato avanti ” è quello di mostrare questa meraviglia a chi non ha ancora avuto modo di cogliere il valore di una condizione come quella da noi desiderata.

            Se come noi tanta gente ha capito che sarà la libertà di tutti gli uomini a creare la libertà di un uomo e vuole contribuire a realizzare un contesto del genere, secondo me significa che da qualche parte queste informazioni ci sono e la strada per percepirle pure, nonostante tutto. Per questo ritengo abbia senso utilizzare ciò di cui disponiamo per far si che anche gli altri possano scoprire questo valore.
            Vedo manifestarsi ogni giorno questo processo nelle persone che hanno un cambio di direzione e –per esempio- passano dall’essere distruttori ad essere costruttori per effetto dell’ aver capito qualcosa di nuovo. Da quel momento in poi iniziano a disporre di tutto quello che hanno per costruire e non più per distruggere. Penso allora che il processo di “conoscenza” per tutti gli altri sarebbe accelerato se, ad esempio – a fare questo salto fosse il re di Inghilterra. La sua posizione risulterebbe favorevole allo scopo di sviluppo della coscienza per il valore che la gente stessa attribuisce al messaggio inviato da lui. Per questo ritengo che sia un valido strumento -oggi – l’uso di ciò che l’uomo già riconosce. Non è una condizione necessaria…solo agevolante.Ma nessuna costrizione, per carità! Non funziona.

            Studiamo invece i processi che attualmente sono in grado di disorientare la gente e usiamoli per orientarli. Il processo è sempre neutro. Il bene e il male delle cose è solo nel cuore di chi le usa giusto?
            Se l’uomo fa sempre la migliore scelta tra quelle che ritiene di avere, quando fa l’errore di sostenere ” il male” (passami il termine) è dovuto alla mancanza di opzioni che lui possa ritenere migliori per se di quelle che attualmente ha.

            Comunque ancora una volta ho avuto l’occasione per riflettere e questo sicuramente mi migliorerà. Grazie Italo ti stimo e apprezzo il tuo impegno in questa tua missione.

          • Italo Cillo says:

            Grazie Roland per le tue belle riflessioni! Tanti saluti affettuosi e auguroni di ogni cosa buona!

  31. Ritengo giusto che uno Stato, o se vogliamo, un organismo collettivo, quindi pubblico garantisca dei servizi essenziali. Per esempio dovrebbe garantire la mobilità a tutti, attraverso mezzi collettivi (il treno per i tragitti extraurbani, l’autobus il tram la metro per i tragitti urbani) che siano efficienti (perché un solo mezzo trasporta migliaia di persone), poco inquinanti e poco costosi. Se poi voglio andare a far la spesa comodamente con il mio mezzo privato, allora dovrò pagare di tasca mia per questo supplemento di comodità, pagando anche per la scomodità causata agli altri (traffico, gas di scarico, necessità di parcheggi, etc…).

    Allo stesso modo ritengo giusto che servizi come l’acqua siano elargiti a tutti indistintamente (perché l’acqua vuol dire anche pulizia, quindi salute pubblica) perché quando piove piove per tutti, ma in un mondo tanto inquinato servono i depuratori. E un depuratore che vale per tutti è più efficiente di tanti depuratori sparsi nelle case di chi può permetterseli.

    Se poi individualmente scelgo di non bere l’acqua ma prediligo la birra o la coca cola, allora, solo quel di più, non indispensabile alla sopravvivenza ma scelto per motivi di gusti personali, dovrebbe essere a carico del privato che -individualmente- è più efficiente nello scegliere cosa lo soddisfa di più.

    • Italo Cillo says:

      Ciao Beniamino.
      Purtroppo non hai riflettuto a fondo sulle conseguenze (inevitabili) dello scenario che immagini.
      Laddove un intervento dall’alto venga IMPOSTO (definendolo “pubblico” con definizione quantomai ingannevole) anziché presentato al libero consenso volontario, che lascia la libertà di scelta, le conseguenze saranno sempre nefaste: tutto il circolo vizioso dell’autorità ricomincia, corrompendo la società intera.
      Sarebbe bello se i servizi che immagini fossero offerti da più soggetti (non uno solo) e la gente fosse libera di scegliere.
      Saluti affettuosi

  32. C’è poi un altro aspetto fondamentale da considerare, quello che chiami : infatti anche in una società non autoritaria potrebbe verificarsi che un individuo, dopo aver alzato un po’ il gomito, si metta alla guida e falci dei pedoni. Oppure ci sia un bullo che picchia la moglie o degli sconosciuti, per rapinarli de loro averi. Non che questi debbano essere dei comportamenti diffusi, ma dobbiamo poter ammettere che tale circostanze siano, in via ipotetica, possibili.

    E come si fa, senza un’autorità n grado di minaccare il ritiro della patente o financo la detenzione. Affidiamo tutto a dei mercenari “privati”? I pedoni si faranno difendere da guardie del corpo assoldate ogni volta che attraversano la strada? E nel caso del bullo, facciamo che siano i parenti delle vittime a rifarsi sulla famiglia del violento, come accadeva nelle gilde barbariche? Non so, rinunciare ad un’autortà preposta a mantenere l’ordine, mi sembra come tornare indietro di 4000 anni, a prima che il Codce d Hammurabi fosse scritto.

  33. molto interessante, grazie

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  2. […] Autore: Larken Rose Testo tratto dal video originale: YouTube/IfYouWereKing Traduzione italiana di Italo Cillo per http://italocillo.it/se-tu-fossi-il-re/ […]

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