Tempo di cambiare – Episodio 38

IN QUESTO EPISODIO:

  • (Finalmente) Un approccio totalmente individualizzato – diverso da persona a persona! – alla salute, alla longevità e all’alimentazione sana.
  • Intervista a mia moglie, Francesca Forcella Cillo: Naturopata, Fondatrice e Direttrice di “Energy Training”
  • Perché la nostra dieta quotidiana, considerata la cosa più banale e “ordinaria” che facciamo, è invece importantissima ed è alla base di… tutto il resto.
  • Perché esistono così tante scuole e teorie “dietetiche”, tutte diverse fra loro, tutte con numerosi casi sia di successo che di fallimento? Qual è la variabile mancante? (Indizio: sei TU!).
  • L’importanza delle costituzioni individuali secondo le Medicine Tradizionali antiche di Millenni.
  • L’errore fondamentale della “dieta perfetta che fa bene a tutti”.
  • “I grassi fanno male” e altri miti… sfatati!
  • …e tanto altro ancora, in una sorta di “corso accelerato enciclopedico” su come prendere in mano la tua salute… definitivamente!

“TEMPO DI CAMBIARE”
EPISODIO TRENTOTTO

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Italo

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About The Author

Italo Cillo

Sono ricercatore e insegnante spirituale, padre di famiglia, autore, imprenditore creativo, blogger e libero pensatore.

Comments

  1. Raffaella says:

    Finalmente(hai intervistato Francesca)!!!! Non vedo l’ora di ascoltarlo…

    grazie, grazie di cuore Italo!

    un abbraccio grande ad entrambi 🙂

  2. Gabriella says:

    Non l’ho ancora ascoltato ma voglio comunicarvi una splendida notizia: Madre Natura ha sferrato il suo attacco agli OGM! 🙂
    http://laviadiuscita.net/quando-la-natura-riprende-il-comando/

  3. Siete semplicemente FANTASTICI! I miei due amici/mentori insieme! Che Meraviglia!

  4. Alberto says:

    Solo un grazie mi sembra poco per ricambiare, facciamo almeno 3, Grazie! Grazie! Grazie!

  5. Matteo Cica says:

    Tutto interessantissimo e Francesca è davvero brava. D’altra parte mi sento di spezzare una lancia a quella che comunemente definite e demonizzate come “medicina convenzionale”.

    Sono d’accordo che la salute comincia da sé stessi, dal proprio stile di vita e da come si mangia, e sono d’accordo che questi fattori sono il grande anello mancante della medicina farmacologica, ma bisogna anche considerare il fatto che esistono obiettivamente malattie e problemi di natura salutistica che effettivamente non dipendono, se non in minima parte, dall’alimentazione. Gli esempi che si potrebbero fare sono numerosi e non venitemi a dire che sono tutti complotti delle case farmaceutiche e assurdità simili, perché per quanto sia d’accordo che alla base della medicina farmacologica ci siano grossi capitali ed interessi economici, obiettivamente esistono una gran quantità di malattie più o meno gravi che con l’alimentazione non possono migliorare sensibilmente.

    Andatelo a dire a Caterina Simonsen, la ragazza (affetta da non so quante malattie rare) aggredita su facebook perché a favore della sperimentazione animale, di venirsi a curare con l’alimentazione.

    In sintesi, ciò che pensò è che molte malattie e problemi si possono prevenire a tavola, ma molti altri no e dipendono invece da fattori genetici, di costituzione, di traumi, o altro indipendente dal proprio stile di vita.

    Per favore non facciamo una crociata contro la medicina farmacologica perché, oltre ad essere estremamente stupida, è profondamente ignorante ed offensiva nei riguardi di chi con essa riesce a sopravvivere e ad alleviare le sofferenze derivanti dalla propria malattia.

    Matteo

    • Raffaella says:

      Caro Matteo,
      non riesco a trovare di che malattie soffra la Simonsen, forse puoi aiutarmi? Per quel che ne so potrebbero essere talmente rare che potrebbe avercele solo lei! Il che mi fa venire in mente che siamo tutti uno diverso dall’altro e che molte malattie sono classificate tali solo perché non ne conosciamo l’origine. Secondo te un celiaco è malato o semplicemente ha una spiccata sensibilità verso una sostanza irritante per tutti?
      Io nell’intervista a Francesca non ho trovato nessuna crociata contro le case farmaceutiche,
      forse non è proprio il luogo giusto per creare polemiche…
      per ultimo posso raccontarti delle ‘malattie rare’ di mia zia, che l’hanno condotta ad una morte prematura ovviamente perché trattate coi classici ‘corticosteroidi dell’ammazzasintomo’ di quando non si conosce l’origine, e che credo fermamente che se avesse conosciuto Francesca non avrebbe nemmeno saputo cos’è una malattia rara.

      un abbraccio

    • Caro Matteo, nessuna crociata contro la medicina convenzionale.
      Permettimi di condividere con te il mio punto di vista.

      Credo ci sia un GROSSO equivoco sull’alimentazione e la farmacologia.

      La verità è che QUALSIASI cosa tu introduca nel tuo corpo è contemporaneamente sia un alimento che un farmaco.

      Tutto ciò che ingeriamo viene trasformato dal nostro organismo e stimola una reazione biochimica.

      Il cibo è un farmaco molto importante che assumiamo quotidianamente e senza del quale non potremmo vivere.

      Se preso in dosi o abbinamenti sbagliati, da farmaco il cibo può diventare veleno.

      Quindi è vero che la giusta alimentazione è la prima cura di quasi tutte le malattie, perchè quasi tutte le malattie hanno cause alimentari (quando il cibo diventa veleno).

      L’altra cosa da tenere presente è che la maggior parte dei farmaci sono composti da molecole sintetiche che imitano i principi attivi di sostanze già esistenti in natura, quando non sono direttamente estratti naturali.

      Molte delle malattie “non causate dall’alimentazione” possono essere curate con rimedi naturali o estratti del principio attivo (senza andare sulla chimica di laboratorio, basti pensare agli infusi, alle tinture, ai macerati, eccetera).

      In molti casi il rimedio di sintesi creato in laboratorio ha una azione molto più rapida, ma anche effetti collaterali molto più dannosi del rimedio naturale, che agisce più lentamente e più dolcemente.

      Non è una crociata contro la farmacologia di sintesi. E’ solo una questione di buon senso: la Natura ci offre i rimedi in una forma biocompatibile. La farmacologia di sintesi è molto più difficile da gestire per il nostro organismo e sono fin troppe le reazioni avverse, prevedibili e imprevedibili, a volte davvero devastanti.

      Basta esserne consapevoli.

      Un abbraccio

  6. Matteo Cica says:

    @Maximilian

    “la Natura ci offre i rimedi in una forma biocompatibile”
    Il punto è proprio questo. La credenza naturalistica secondo cui solo ciò che è creato dalla natura possa essere di beneficio a chi lo assimila, è un’assurdità priva di fondamenti dal punto di vista logico e scientifico.

    Per il resto, sono relativamente d’accordo con te.
    Come già detto, sono assolutamente convinto che l’alimentazione abbia un’importanza fondamentale nella propria salute e che possa prevenire un’infinità di malattie (questo è anche abbastanza ovvio, d’altronde, oltre ad essere sostenuto dalla medicina stessa), ciò non toglie che in talune occasioni l’intervento farmacologico possa essere necessario e non sostituibile da metodi naturali.

    @Raffaella

    Nessuna polemica.
    Come ho detto, era un post che spezzava una lancia a favore della cosiddetta medicina ufficiale.

    • @Matteo

      Gli assoluti non fanno per me. Non affermerei mai che “solo ciò che è creato dalla natura possa essere di beneficio a chi lo assimila”.

      Tanto più che la maggior parte delle sostanze che l’uomo assimila sono prodotti della natura trasformati dall’uomo stesso.

      “ciò non toglie che in talune occasioni l’intervento farmacologico possa essere necessario e non sostituibile da metodi naturali.”

      Matteo, sapresti farmi qualche esempio specifico? Perchè la mia esperienza mi dimostra esattamente il contrario.

      • Matteo Cica says:

        @Maximilian: se hai ad esempio un organo che è stato danneggiato e non produce più determinati ormoni (e ribadisco: danneggiato (quindi cicatrizzato e non semplicemente pigro)), sarà necessario assumere quegli stessi ormoni per via esterna.

        • @Matteo

          (sperando di non essere off-topic)

          E’ raro che una ghiandola si danneggi al punto da non poter più secernere ormoni. In quei rari casi il corpo concorre con altre ghiandole a sopperire alla mancanza dell’ormone. Se stiamo parlando di rimozione chirurgica totale (che è il caso più frequente, come per la tiroide), le cose ovviamente si complicano. A quel punto, concordo con te, la soluzione classica è quella di fornire a vita l’ormone per via orale.

          Ma attenzione: anche in questo caso esistono ormoni naturali (ad esempio i fitormoni di origine vegetale), i cosiddetti Ormoni Bioidentici, che sono appunto biocompatibili e perfetti sostituti dell’ormone che il corpo umano non riesce più a secernere.

          Che poi l’ormone bioidentico venga assunto in forma naturale o integrale (e cioè come si trova in natura) o che venga isolato e somministrato come principio attivo concentrato (ad esempio in capsule o fiale), questo può fare la differenza tra farmaco naturale (fitoterapico) o alimento / integratore. Ma è solo un cavillo linguistico.

          Il problema dell’ormone naturale è che la sua molecola non può essere brevettata, mentre l’ormone di sintesi, creato in laboratorio, può essere brevettato.

          Questo dovrebbe darti un indizio per capire come si muovono le cose…

          • Raffaella says:

            Carissimo, grazie per le tue sempre utilissime risposte!
            Quando dici che prendere una sostanza naturale in maniera non raffinata o come estratto concentrato fa la differenza, potresti specificare la differenza?
            Io ho sempre pensato che una buona spremuta d’arancia invece della vit C estratta in capsule sia la scelta migliore, funziona così per tutte le sostanze?

            grazie

            un grande abbraccio

            no, aspetta, stai dicendo che è più o meno uguale?

    • Raffaella says:

      Infatti la mia obiezione non era per la polemica, era per il luogo in cui l’hai fatta 🙂

      Restiamo in topic, please!

      un abbraccio

  7. @ Raffaella

    Tra un alimento naturale assunto in forma integrale e uno “trasformato” c’è ovviamente una grande differenza. Ma non necessariamente in meglio o in peggio. Dipende infatti dal singolo caso.

    E’ chiaro che qualsiasi alimento trasformato perde alcune delle sue proprietà originali. Basti pensare alla cottura degli alimenti.

    D’altro canto certi alimenti che crudi sono indigesti, dopo essere stati cotti diventano più facilmente assimilabili o acquisiscono nuove proprietà curative.

    In certi casi è meglio assumere un cibo al naturale per non alterare il delicato equilibrio di vitamine, enzimi e un’infinità di altri oligoelementi.

    Benchè siamo in grado di scomporre il cibo negli elementi essenziali, non siamo ancora in grado di comprendere fino in fondo l’interazione del tutto rispetto alle singole parti.

    E non dimentichiamo che il cibo ha una sua energia vitale (un chicco di riso integrale, se piantato, germoglia e crea la vita, una farina fatta con lo stesso chicco no, eppure il composto chimico è uguale…)

    In altri casi è indispensabile trasformare l’alimento (ad esempio con la cottura o la fermentazione), oppure estrarre un principio attivo, ad esempio perchè l’alimento integrale ne contiene una quantità troppo piccola e sarebbe necessario consumare l’alimento che lo contiene in grande quantità. Oppure perchè l’alimento originale ha alcune parti tossiche o indigeste, o perchè non è direttamente disponibile nel luogo in cui viviamo, perchè non è facilmente conservabile, eccetera.

    Quindi dal mio punto di vista bisogna valutare caso per caso…

    Non è una presa di posizione che vuole sostenere il “naturale” a tutti i costi. E’ l’osservazione che ci insegna e ci fa comprendere cosa è meglio per noi di volta in volta.

    Per me è una questione di buon senso. L’uomo crea tante cose. Alcune funzionano bene, altre no 🙂

    Un abbraccio!

    • Raffaella says:

      Grazie di cuore Maximilian!

      🙂

  8. alessandra says:

    Che bello! adoro Francesca la seguo volentierissimo. dinamica, vivace, semplice. Seguo i suoi consigli in fatto di salute e cucina, c’è sempre qualcosa da scoprire. Grazie Italo per questa intervista. Grandi.

  9. Dani says:

    ciao Italo, ciao Francesca
    (questa sera riascolto il 38 esimo!, grazie)
    ma intanto scrivo qui, non so dove chiedere

    l’allergia al nichel mi sta uccidendo (per ora in senso metaforico, ma è così)
    no crusca, no grano saraceno, no liquerizia, no cacao, no verdure a foglia verde, no cipolle, fagioli, lenticchie, soia, no a molti tipi di frutta, no topinambur (mi ammazzava quasi!), no pasta (non la digerisco pur non essendo allergica), no latte (anche se mi piace specialmente intero, ma non lo posso bere, ma probabilmente non lo tollero), no formaggi (questi li magio lo stesso pur digerendo quasi esclusivamente quello di pecora)…che dire?
    mi restano bistecchine e zucchine?

    mah!
    ah, probabilmente (ho fatto il test) sono quasi completamente a costituzione fredda

    • Italo Cillo says:

      Ciao Dani, raccomando caldamente Energy Training (www.energytraining.it) dove Francesca può seguirti personalmente

  10. Daniela says:

    scusate!
    credo di avere capito perché non era partito il messaggio
    forse perché avevo accorciato il nome!

  11. Daniela says:

    difficile dire, col passar del tempo se potrò uscire da questa assurda situazione!
    ho delle allergie, per cui ciò che potrei mangiare come una persona normale si riduce a ben poco
    forse chi di voi non conosce cosa può essere un’allergia ad esempio al nichel potrà dire che sono tutte bazzeccole
    ho ascoltato il podcast e stasera probabilmente lo riascolterò
    la costituzione è “freddo” ma so che sono anche intossicata
    la mia sensazione (dal ’97) è di essere avvelenata costantemente
    come dice Francesca è presente il mal di testa tutti i giorni e a volte anche con dolori molto forti
    il nichel sembra si depositi dentro il cervello e quando ne ho troppo presente all’interno del corpo lo sento perché comincio a portare le mani alla testa e se passo un’unghia sulla pelle rimane il segno
    (allergia da contatto e pressione)
    sembra una lama d’acciaio che rimane imperterrita al suo interno
    non si riesce a connettersi, a ragionare in modo semplice, a fare due più due perché non ci si concentra

    avevo provato la zeolite; poteva funzionare ma ho dovuto smettere anche con questa
    questa allergia credo mi accompagni fin da piccola
    e ritornando indietro credo di poter trovare spiegazione per dei problemi che avevo anche allora ma a cui non davo peso

  12. Marta says:

    Grazie Italo per aver invitato Francesca, la sua intervista mi è stata molto utile per riconsiderare le “categorie nutrizionali” e per rivalutare la giusta sequenza nella quale i cibi vadano proposti a dispetto di sbagliate abitudini che fatico a cambiare…ci lavorerò sù meglio. Le sue osservazioni sui grassi sono rilevanti e vanno sicuramente a compensare molte lacune di alimentazione e salute. Nonostante le difficoltà che incontro ancora nell’attaure la “cucina ideale” sono soddisfatta del buon lavoro che, grazie al suo lavoro attento e al suo supporto, sono riuscita ad ottenere fin’ora.
    Non credevo ce l’avrei fatta, ma se mi volto indietro,scopro che ho fatto davvero molta strada…

    Marta

  13. Daniela says:

    Grazie Italo.
    Vedrò cosa fare.

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