Storia di un Leone che credeva di essere una Capra

Ti sei guardato allo specchio, questa mattina?

Hai controllato bene?
Sei un Leone, no?
Ripeti con me: L.E.O.N.E.

Ebbene: che ci fa un Leone come te, circondato da un gregge di Capre?

Con tutto il rispetto per le Capre, intendiamoci: sono creature meravigliose, adorabili e tutto il resto…

Ma: vuoi mettere, un Leone?!?

Che ci fa un Leone in mezzo a un gregge di Capre?

Storia di un Leone che
credeva di essere una Capra

(Ovvio, uso questa similitudine per evitare di copiare quella – ben più famosa – dell’Aquila che credeva di essere un Pollo…).

Il punto è: come fai – in quanto Leone – a non soccombere a una crisi di identità così devastante?

Un Leone è nato per fare il Leone, non certo la Capra!

Questa è una crisi d’identità grave, mica una sciocchezza!
E’ una questione di sopravvivenza: di vita o di morte.

Facciamo un passo indietro…

All’inizio, c’era soprattutto il tuo desiderio di “quieto vivere”: restartene tranquillo, essere lasciato in pace, vivere la tua vita senza troppi intoppi.

Poi hai scoperto “La Grande Delusione”.
Hai scoperto di non essere immortale, e che uno spettro ti attende al varco, in un momento imprecisato (eppure certo) del tuo futuro.

La “Grande Delusione” è quando ripeteremo a noi stessi:
“Rimpiango di non aver avuto il coraggio di vivere la mia vita, anziché quella che gli altri si aspettavano da me”.

Quali sono le conseguenze negative di “non aver avuto il coraggio di vivere la tua vita”, ma rassegnarti a vivere quella che gli altri si aspettano da te?

Per iniziare, le conseguenze negative sono almeno tre:

1) la sindrome del “Leone che crede di essere una Capra” (adesso ci ritorniamo);

2) la sindrome di “Questa vita non mi rappresenta”;

3) la sindrome del “Sopportare o Distruggere”.

La Sindrome del “Leone che
crede di essere una Capra”

La prima conseguenza del non vivere la tua vita (ma quella che gli altri si aspettano da te) è una sensazione di perfetta impotenza.

Non sei tu a controllare la tua vita;
non sei tu a guidarla nella direzione che preferisci;
non sei tu ad averla creata;
non sei tu a poterla cambiare.

La tua vita è un intricato, labirintico intreccio di circostanze, situazioni, cose e persone che “non dipendono da te”.
Siccome non dipendono da te, “non puoi farci nulla”.

Il Re della Foresta dovrebbe essere il Leone.
Il Re della tua vita dovresti essere tu.
Ma, proprio come il Leone che pensa di essere una Capra, tu adesso pensi che molte cose, nella tua vita, “non dipendono da te” e “non puoi farci nulla”.

Questa sindrome è grave. La prognosi è severa.

La Sindrome di “questa vita non mi rappresenta”

Siccome molte cose, nella tua vita, “non dipendono da te” e “non puoi farci nulla”, allora sviluppi un’altra convinzione.
Se possibile, questa è ancora più grave della precedente.

La convinzione recita così: “Questa vita non mi rappresenta”.

Cioè: tutto quello che si vede “dall’esterno” (inclusi: il tuo lavoro, le tue finanze, le tue relazioni, il tuo livello di realizzazione, il tuo modo di occupare il tempo e così via) in realtà “non ti rappresenta”.

“Tu non sei veramente questo”, e tutto questo non rappresenta veramente te, le tue vere aspirazioni e le tue vere potenzialità.

“Se solo potessi”, dimostreresti a tutti ciò che vali per davvero.
Ma le circostanze (cose, persone, situazioni e condizioni) te lo impediscono.

Questa sindrome è grave. Anche in questo caso, la prognosi è severa.

La Sindrome del “sopportare o distruggere”

Siccome le circostanze (cose, persone, situazioni e condizioni) della tua vita “non dipendono da te” e “non puoi farci niente”, ai tuoi occhi appare una sola e unica alternativa: sopportare la situazione presente (rassegnarti) o distruggerla (mollare tutto, mandare al diavolo tutto e tutti).

Non ti passa neanche per la testa la possibilità che esista una terza via, molto più semplice e logica (cioè che tu crei la tua vita in ogni momento e sei già libero – proprio adesso – di cambiarla).

Niente da fare, sei ultra-convinto di avere due sole opzioni: ingoiare il rospo o mandare tutto a gambe all’aria (lavoro, famiglia, affetti, casa, debiti, routines, ecc.).

Naturalmente, questa convinzione si trasforma in una scusa perfetta per continuare a non cambiare (tutti sanno che è da irresponsabili “mollare tutto” e mandare al diavolo le cose che non ti piacciono).

In questo modo, il circolo vizioso ricomincia e prosegue all’infinito.
Anche questa sindrome è grave. La prognosi è altrettanto severa.

Come è potuto succedere tutto questo?

Com’è che la tua vita si è ridotta in queste condizioni?
Com’è che tu, e il Leone che c’è in te, vi siete ridotti così?

Come può un Leone rassegnarsi a fare la vita di una Capra?
Hmmm… qualcosa dev’essere andato storto, da un certo momento in poi (ricordi quando da piccolo vibravi di vita ed energia?!?).

“Obiezione, Vostro Onore!”

“Qui ci dimentichiamo che la vita è fatta di sacrificio!”.
“Bisogna sacrificare se stessi (e il proprio egoismo) per il bene degli altri, soprattutto delle persone care!”.

“Non si può avere tutto”.
“Nella vita bisogna saper rinunciare a tante cose”.

Obiezione accolta. Questo è vero.

Il punto, però, è un altro: quanto, della tua vita di “sacrifici” e “rinunce”, è in realtà una scusa perfetta per continuare a vivere da Capra, anziché da Leone?

Quanto, della tua vita di “sacrifici” e “rinunce”, è in realtà un alibi per la tua assenza di coraggio, per la tua impotenza davanti alle circostanze (che “non dipendono da te”)?

Quanto, della tua vita di “sacrifici” e “rinunce”, è in realtà una maschera della tua pigrizia, del tuo attaccamento alla “sicurezza” e della tua paura di cambiare?

(Senza contare che: una persona infelice che “si sacrifica per gli altri”, finisce solo per diffondere infelicità intorno a sé; al contrario, una persona felice e realizzata può essere molto più di beneficio per gli altri).

La risposta a queste domande devi trovarla tu.
Non è me che devi convincere.
Devi interrogare te stesso, riflettere a fondo e trovare la risposta giusta per te, che favorisca la tua crescita e realizzazione personale…

In conclusione…

Adesso andremo a proseguire il discorso (la trama si infittisce!).

Ma, nel frattempo, se lo chiedi a me (e se sei interessato alla mia opinione):

1) Tu sei un Leone, non una Capra.
Lo sei da un tempo senza inizio, e la tua Vera Natura non può essere cambiata.
Tu sei il creatore onnipotente della tua vita.
Siccome tu l’hai creata (con i tuoi pensieri, azioni e decisioni – dirette e indirette), tu puoi cambiarla.

2) Che “la tua vita non ti rappresenta”, è la più grande menzogna che raccontiamo a noi stessi.
Una scusa davvero fiacca, un alibi per la nostra mancanza di coraggio.
La novità è che: La tua vita ti rappresenta perfettamente.
È il ritratto fedele di quello che sei.
È inutile che cerchi giustificazioni (“se solo potessi”, ecc.).
La vita che hai creato ti rappresenta in pieno.

3) “Sopportare o distruggere” è una falsa alternativa.
È un’allucinazione, una percezione erronea della realtà.
Tu sei già libero, proprio adesso, di dirigere la tua vita nella direzione che preferisci.
Non hai nulla di cui “liberarti” o a cui “ribellarti” (mandando al diavolo tutto e tutti).
Non hai nessuno da “mandare al diavolo”, per scelte che tu hai fatto e continui a fare ogni giorno.

(Verifica da te stesso, soffermati a riflettere: è vero o no, quello che hai appena letto? Rileggilo una seconda volta).

Sei un uomo libero che pensa di essere prigioniero.
Un Leone che pensa di essere una Capra.

Ancora per poco, però…

Quando lo “Spirito della Realizzazione” comincia a risvegliarsi, diventa come un “virus positivo” inarrestabile, che trasforma (in meglio!) tutta la tua vita.

Così sia.

Il lavoro e la visione di Italo Cillo
(Rishi Chony Dorje) proseguono su
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About The Author

Italo Cillo

Sono ricercatore e insegnante spirituale, padre di famiglia, autore, imprenditore creativo, blogger e libero pensatore.

Comments

  1. Gabriella says:

    Stanotte mi sono svegliata alle 2.30, e ho iniziato a pensare a queste cose…evidentemente sono sintonizzata!
    Credo sia davvero importante, per molti, trovare “la quadra” tra la necessità (quando esiste) di avere una famiglia, dei figli, amici, legami di vario tipo, e il desiderio di disporre liberamente di sè stessi e del proprio tempo (quando esiste).
    L’altro problema, ancora maggiore, secondo me, è sapere COS’E’ che si vuole, veramente, che cosa ci rappresenta!

  2. Amos B says:

    Grandissimo articolo da far leggere a quante più persone possibile 🙂

  3. Bello.
    Davvero bello e vero.

    Sono il cuore dei concetti che portiamo avanti con Ricchezza Vera da anni ed è bellissimo rileggerli proposti in un modo così affascinante anche da te… che sei una persona che stimo tantissimo.

    Complimenti vivissimi, questo articolo mi conferma quanto siamo sulla stessa lunghezza d’onda.

    Grazie Italo 🙂
    1abbraccio
    Josè

  4. Fabrizio 77 says:

    ciao Italo. Voglio parlare del punto cruciale: durante la presa di coscienza ‘traumatica’ della ‘grande delusione’ provo un grande dolore psichico . Nel tuo articolo scrivi che ognuno ‘se la deve vedere da solo’ e che da solo deve trovarsi la ‘risposta’ . La mia ‘grande domanda’ sarebbe : sara’ sufficiente attraversare il dolore con distacco e imperturbabilita’ nonostante gli anni che passano e la durezza della situazione, avendo sempre l’impressione di non riuscire a smuoversi dal problema di un millimetro ,
    sapendo che un qualsiasi ‘maestro illuminato’ comunque ti rimanderebbe alla tua realta’ cruda ..?
    Scusa se forse sono andato troppo sul personale
    grazie
    fabrizio

    • Italo Cillo says:

      Carissimo Fabrizio, no: non è sufficiente attraversare il dolore con distacco e imperturbabilità.
      E’ importante che tu faccia un solo, piccolissimo passo (cambiamento?), e dia a te stesso il permesso di fare qualcosa che non sei mai “riuscito” a fare, per quanto piccola e insignificante.
      Quel piccolo passo scatenerà una reazione a catena positiva, così come basta un sassolino a smuovere una valanga.

  5. Rosalba says:

    Oggi avevo proprio bisogno di queste parole. Grazie, Italo.

  6. Lino says:

    Ciao Italo, complimenti per gli stimoli importanti che fornisce questo tuo articolo. Anch’io nel mio lavoro di psicoterapeuta lavoro molto sulla consapevolezza e sull’esplorare il “cosa vuoi fare” facendo uscire le paure che bloccano il coraggio di “vivere la propria vita”.
    Complimenti per la qualità dei tuoi argomenti
    Un caro saluto, Lino

    P.S: ci siamo conosciuti presso l’associazione di Padova dove in date diverse, sia tu che io abbiamo tenuto delle conferenze.

    • Italo Cillo says:

      Benvenuto Lino, grazie per il tuo feedback, saluti affettuosi e auguroni di ogni cosa buona

  7. Antonella says:

    Caro Italo, che dire,? Una descrizione perfetta della mia vita.l incapacità di capire ciò che voglio, ciò che meglio so fare,,, guardare la mia vita solitaria scorrere nell inutilità più completa.che fare? Grazie per il tuo lavoro…ciao

    • Andrea! says:

      Ciao Italo complimenti per l’articolo;letto lentamente e dandogli il tempo di suscitare riflessioni è veramente tosto…più che commentare mi trovo in sintonia con il sentire di ANTONELLA e questo mi spinge a scrivere.Cosa diresti di semplice a due come noi??

  8. roberto says:

    Grazie Italo, di avermi fatto sentire alla mia età 62 anni un leone anche se ho vissuto da capra per diversi anni, grazie per il tuo articolo, con affetto, Roberto.

  9. emanuele says:

    Splendido articolo Italo, pensa che proprio oggi ho deciso di rimettere la mia criniera…ho infatti ripreso dal cassetto un mio vecchio sogno, l’ho spolverato per bene e ho iniziato a scrivere quello che sarà’ il mio primo libro…wow le idee si rincorrono nella mia testa. Lo farò ,ci riuscirò, ne sono certo….lo devo a me stesso per tutti gli anni in cui ho vissuto da capra…Mi piacerebbe moltissimo partecipare all’evento di aprile, ma logisticamente ed economicamente non potrei sostenerlo…vedremo comunque più in la se ci saranno ancora dei posti.

    Ciao Italo e grazie
    Ps hai letto dell’arresto di Santos Bonacci ? Che ne pensi ?

    • Italo Cillo says:

      Bravo Emanuele! 10 e lode e in bocca al lupo per il tuo libro! Cerca di venire a Senigallia!
      (lo so, notizia triste per Santos)

  10. maririta says:

    bello… tutto bello…ma se c’è chi dipende dai tuoi 1,400 euro al mese….? eh….puoi essere Dio….ma a lui, a voi, he ve ne frga?

  11. Ciao Italo,
    colgo l’occasione per ringraziarti personalmente. Sei stato uno dei primi “maestri” che ho seguito online, sia per un percorso di crescita personale che per la mia presenza sul web!
    Riguardo all’articolo penso che l’unica prigione che abbiamo è l’impronta genealogica dei nostri parenti.
    Ma il punto è che non è solo la nostra prigione, ma è anche quello che siamo noi come persone.
    Quindi che fare? Ad un certo punto della vita bisogna fare delle scelte. Come quella che sto facendo in questo momento ed è per questo che l’articolo mi ha incuriosito da subito.
    Anche sul discorso delle “rinunce e sacrifici”, sono d’accordissimo che parte di questi possono nascondere scuse, pigrizia e paure, perché è un po’ quello che mi sta succedendo.
    Per cui ora scelgo di tornare ad essere il leone della mia vita!
    Grazie di nuovo,
    Matteo

  12. Iris says:

    Per Emanuele…..io ne ho appena compiuti 60 …capisco benissimo cosa vuoi dire…e se la nostra “mission” fosse proprio dimostrare che si può fare ?..anche coi capelli bianchi?.. anche con quella vocina che sussurra ” se non ce l’hai fatta finora…” ci sono tante persone nel mondo che stanno riscattando la loro vita…di tutte le età….
    Per Italo….hai qualche consiglio speciale per questi leoni che non vogliono lasciar perdere?

  13. Matteo says:

    non c’è la possibilità che uno sia in realtà una capra che si crede leone?
    oppure una capra che ammette di essere capra?
    Bisogna per forza nascere leoni?

    • Secondo me sono possibili entrambi i casi. È il momento della vita e come ci comportiamo di conseguenza che fa di noi delle capre o dei leoni!

    • Italo Cillo says:

      Matteo, secondo la metafora TUTTI nasciamo leoni.
      Certamente la “leonità” di ciascuno è molto diversa da quella di chiunque altro.
      Però abbiamo un cosa in comune: perdiamo una grossa fetta della nostra “leonità” strada facendo.
      Non esistono bambini mezzi addormentati: vibrano tutti di energia e di vita.
      Però esistono adulti mezzi addormentati.
      Ne riparlo prestissimo, nel mio prossimo articolo 🙂

      • Gabriella says:

        Ci vorrebbe un corso di ruggito…:-)

      • Arianna says:

        ma com’è che gli adulti mezzi addormentati
        possono diventare pericolosissimi?
        forse ti sembrerà una sciocchezza
        ma non ho mai capito il collegamento
        logico che fanno tra dominio e danni.
        male altrui!

  14. emanuele says:

    Grazie Italo ce la metterò tutta, poi se riuscirò a pubblicarlo bene, altrimente sarà cmq una grandissima soddisfazione personale…nel frattempo però, durante la notte, la criniera è cresciuta ed è uscito anche un forte ruggito…il mese prossimo dovrei,economicamente parlando, riuscire a sostenere l’iscrizione a Cerchia Ristretta, vorrei tanto uscire da questo dannato binario lavorativo che da 27 anni sto percorrendo con fatica.
    La storia di Santos mi ricorda tanto quella di Mahat…è la prova che cominciano a temerci…
    Un abbraccio
    Emanuele

  15. Marcello says:

    Ciao Italo,

    Secondo me questo “risveglio” c’e’ gia’ stato in molti di quelli che seguono il tuo blog e si informano ogni giorno.

    Il problema è la massa di gente che vive una vita “normale” per così dire. Quali azioni secondo te possiamo intraprendere per risvegliarli? Sembra che qualsiasi cosa gli si dica, rimangano bloccati nei loro schemi.

    Marcello

    • Italo Cillo says:

      Grazie Marcello, è proprio ciò di cui parlo e parlerò su questo blog e nei prossimi articoli.
      E’ iniziata la Rivoluzione della “Minoranza Indipendente”.
      Tramonta la “Maggioranza Conformista”.
      Benvenuti nell’Era della Libertà e dell’Autonomia Individuale 🙂

  16. Gabriella says:

    Leggermente O.T., ma non proprio…nasce alle porte di Parma il primo villaggio della decrescita felice!
    http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.9004

  17. rosalia says:

    Ciao Italo, hai perfettamente ragione, siamo Leoni .
    abbiamo paura di essere ciò che siamo e nel tuo articolo hai espresso molto bene questa condizione
    SVEGLIAMOCI prendiamo per mano la nostra vita e non diamo ad altri il potere di decidere per noi.
    SIAMO LEONI.

  18. Grazie Italo, questo è un messaggio che ci da veramente una scossa interiore! Ci fa capire come la nostra anima è imprigionata dalla falsità, facendo credere l’ opposto di quello che siamo. Dobbiamo avere più contatto con il nostro interiore e riprendere da lì ciò che abbiamo lasciato.Con affetto, Giuseppe.

  19. Gianpietro says:

    2) Che “la tua vita non ti rappresenta”, è la più grande menzogna che raccontiamo a noi stessi.
    Una scusa davvero fiacca, un alibi per la nostra mancanza di coraggio.
    La novità è che: La tua vita ti rappresenta perfettamente.
    È il ritratto fedele di quello che sei.
    È inutile che cerchi giustificazioni (“se solo potessi”, ecc.).
    La vita che hai creato ti rappresenta in pieno.

    Grazie Italo per il preziosissimo come sempre spunto di riflessione!Questo punto più che uno spunto è un motore intero…mi ha messo con le spalle al muro,obbligandomi a guardarmi dritto negli occhi e da farmi le giuste domande!Ciao a tutti!Spero tanto di riuscire a venire a Senigallia!

    • Italo Cillo says:

      GRAZIE Gianpietro per aver sottolineato questo concetto importantissimo! Please, vieni a Senigallia!

  20. Davide says:

    Caro Italo,

    che intreccio…

    Anche se dal mio angolo condivido pienamente il tuo scritto, mi viene empaticamente pensare alle persone (e sappiamo che ce ne sono) a cui questo discorso possa indurre in errore.

    Leggendo un titolo cosi’, appare evidente che essere dalla parte della “capra” non va bene.
    Sicuramente questo termine puo’ racchiudere diversi stati, dove ognuno è un caso diverso,
    ma spesso sembriamo intendere quest’appellativo = impiegato (dipendente), giusto ?

    Ebbene nessuno fra di noi conosce delle “capre” in situazione privilegiata ?..

    Forse si tratta di distinguere l’obbiettivo puntato di una missione come la tua che indubbiamente chiama al risveglio spirituale (e da questo punto di vista merita tanta tanta gratitudine), ma sappiamo anche che per molte persone o non possono permetterselo, o semplicemente stà bene cosi’ (anche se probabilmente in una ignoranza appagante),
    Rendo l’idea ?
    In caso contrario, certamente oggi che abbiamo alzato il velo su vari avvenimenti di questo mondo scoprendone le molto probabili verità, per quante persone cio’ non ha sicuramente cambiato la situazione materiale ?..

    E poi perché abbiamo dimenticato che non avere un conto in banca con 6 zeri non sia obbligatoriamente sinonimo d’infelicità ?..

    In conclusione, non sono sicuro che diventare totalmente liberi (personale e sociale e spirituale) sia la strada per tutti.

    NB: Penso tu abbia intuito che il mio proposito non abbia intenzione contraddittoria ma costruttiva 🙂

    Con il cuore, Davide

    • Italo Cillo says:

      Caro Davide, l’equazione capra = lavoratore dipendente l’hai fatta TU, non io 🙂
      Io NON mi riferisco alla carriera “esteriore” che uno decide di seguire, ma allo spirito (interiore) con cui uno affronta la propria vita e permette a se stesso (o impedisce a se stesso!) di realizzare le proprie vere aspirazioni.
      Mi riferisco allo “spirito di rassegnazione” con cui uno arriva ad auto-convicersi che “questo non dipende da me, non posso farci niente, sono una vittima di questa situazione”.
      Saluti affettuosi e auguri per tutto.

      • Davide says:

        Scusami ma, vorrai dirmi che non c’è nessun legame fra questi 3 poli
        o mi pare aver letto (e giustamente) anche da te che: la Realizzazione
        totale avviene quando sempre questi 3 sono perfettamente allineati ?..
        (cioé quando armonicamente concordono i nostri pensieri, le nostre
        parole e le nostre azioni).

        Prendendo poi in modello le tue frasi riportate qui sopra, a quali altre
        circostanze aspirano applicare la saggezza interiore, secondo te,
        tante persone nel loro concreto quotidiano se non alla propria
        condizione sociale ?..

        • Davide says:

          Grazie Italo della tua risposta, quando puoi… 😉

          ps: complimenti al designer del sito, il ché sembra essere un lavoro di sua “mano” (semplice, sobrio, elementi chiaramente impostati)

          • Italo Cillo says:

            scusami caro, proprio non riesco a capire le tue domande: se puoi riformularle in modo sintetico e chiaro…

          • Davide says:

            va bene. Riprendiamo:
            Italo, non c’è nessun legame fra i 3 poli (personale, sociale, spirituale)
            oppure la REALIZZAZIONE TOTALE di una persona avviene quando
            questi 3 sono perfettamente allineati ?..
            (cioé quando armonicamente concordono i nostri pensieri, le nostre
            parole e le nostre azioni).

          • Italo Cillo says:

            Naturalmente…
            la seconda che hai detto 🙂

          • Davide says:

            ..in tutta umiltà Italo (e rispetto ad una biography come la tua, che ho letto) :
            è un copia-incolla della mia 1° risposta e dove dicevi non aver capito…

  21. Luciano says:

    Lessi su un libro di S. Brizzi:”Solo chi è già libero interiormente può agire per la libertà. Uno schiavo che cerca di costruire una società libera, inconsciamente non potrà fare altro che creare una nuova situazione di schiavitù, egli costruirà ciò di cui uno schiavo ha bisogno: un padrone. Sia esso lo Stato, un datore di lavoro o il partner, egli troverà comunque sempre un padrone che lo tratterà da schiavo.”.
    Riassumendo: la Libertà è uno stato soggettivo, ognuno è libero nella misura in cui lo interiormente.
    Come disse un vecchio saggio:”Non c’è nessuna ragione per non essere nella gioia.”.

  22. Erika Cioni says:

    …”COSI’ SIA”!! 😉

  23. givanni says:

    Accidenti….Italo questa volta sono rimasto a bocca aperta,complimentivivissimi.

  24. Alberto says:

    Grazie Italo, di cuore, per queste riflessioni.
    E adesso si passa ai fatti!!!!!!
    🙂

  25. fabio says:

    ci sono secondo me due tipi di persone di successo: quelli che hanno avuto genitori degni di questo appellativo come valentino rossi, loris capirossi ecc, e quelli che hanno avuto il coraggio da soli di farsi la loro vita. gli altri me compreso sono quelli che hanno seguito il percorso obbligato

  26. guglielmo says:

    Per un motivo o per l’altro seguire le proprie passioni non è cosa da tutti, non è per caso che esista una “elitè” composta da pochi e una informe massa di persone che o si sono arrese oppure cercano risposte che non sempre troveranno. A ruggire in mezzo alle pecore si rischia di non essere compresi, di essere denigrati o isolati. E’ fondamentale in questa fase di risveglio ( sveglia) e consapevolezza, avere un faro che possa indicare la rotta. ( …calza a pennello l’esempio 🙂 La giusta misura per cominciare a camminare con le proprie gambe ce la stai proponendo tu, con grande passione, intelligenza, illuminazione, fervore e quan’altro la tua persona offre da tempo. Ti leggo sempre ponendomi domande, in attesa del “momento giusto” per muovermi. So, so tutto…ma.
    E’ quel maledetto “ma”, che vorrei plasmare in un “ci sto”.
    Ci sto tuttora lavorando, non mi arrendo.
    Grazie Italo

    • Italo Cillo says:

      grazie Guglielmo, tu sei vicino, siamo tutti vicini a “fare il salto”. In bocca al lupo

  27. Arianna says:

    Penso che la questione non stia tanto in cosa si fa, ma nello spirito con cui si agisce. Anche spurgare le fogne, che immagino essere non propriamente una scelta di vita per chi lo compie, ma piuttosto una necessità per far quadrare i conti nel senso più letterale, può diventare motivo di vera realizzazione se lo si fa con uno spirito attivo e non passivo, non subendo, ma con la consapevolezza di migliorare la propria vita e quella degli altri con il proprio servizio. Grazie Italo, Un abbraccio ed un saluto a tutti.

  28. Gianbeni says:

    molto interessante,
    cosa ne pensi della famiglia?
    area di comfort e porto sicuro/prigione psicologica generatrice di aspettative pericolose….

    • Raffaella says:

      Per me entrambe le cose son vere Gianbeni: se usi la famiglia come area di confort e sicurezza, allora rischi di finirci intrappolato creandoti false aspettative, ma dipende solo da noi stessi, un essere libero è libero sempre, anche nella propria famiglia, sta bene con loro, ma sta bene anche lontano da loro. Dobbiamo solo imparare a non far dipender la nostra felicità dagli altri e da tutte le cose ed eventi esterni! Sii felice, caro!

      un abbraccio

    • Italo Cillo says:

      Grazie Gianbeni e Grazie Raffaella,
      non ho altro da aggiungere: Raffaella ha parlato anche per me 🙂
      Saluti affettuosi.

      • Raffaella says:

        Grazie di cuore Italo, il tuo esempio mi è sempre d’ispirazione! Se posso, aggiungerei io qualcosa,
        ovvero un consiglio per tutti quelli che hanno dubbi in proposito, oltre che seguire i tuoi articoli ed i tuoi podcast dove si trovano già tutte le risposte per chi le cerca, è di ascoltare l’intervista che Ana Maria fa a Francesca proprio sul rapporto di coppia, che per me comunque vale per l’intero nucleo famigliare includendovi anche gli amici più cari:

        un abbraccio grande!

  29. Italo Cillo says:

    Ancora grazie Raffaella 🙂

  30. Giulio says:

    Grazie Italo! Pensa il “caso” io è il mio compagno ne stavamo parlando proprio oggi ed è arrivata via mail la tua riflessione. Vero, condivido quello che hai scritto e, purtroppo, spesso è meglio piangersi addosso piuttosto che farsi qualche domanda o delegare agli altri colpe o decisioni.
    Penso che sia più facile vedere le altre Capre piuttosto che ammettere di essere noi a comportarci così.

  31. wow Italo, questo articolo mi ricorda un “messaggio” ricevuto in una delle cerimonie da te a Malta, Il leone era proprio l’animale che mi “suggeriva” di incarnare.

    Non un leone qualunque ma un leone capace di tenerezza e comprensione con i più deboli (piccoli e femmine) e risoluto e yang nei confronti degli altri leoni maschi.

    Con la determinazione nell’affronare la vita calibrata con la saggezza di sapersi fermare laddove la situazione del branco, e di se stesso, lo richiedesse.

    La fierezza di questo leone non era egoica ma legata semplicemente al suo ruolo: nessun merito ma banalmente il fompito e la funzione che la logica del “qui ed ora” semplicemente gli suggerisce di fare.

    Grazie per anche questo bellissimo articolo

  32. alessandra says:

    Nell’immaginario collettivo il leone rappresenta il coraggio, la forza, la tenacia, la fierezza, la bellezza, non a caso, è da sempre considerato il re della foresta, e lui lo sa.
    La nostra natura, non è diversa dalla sua, il problema è che la maggioranza degli esseri umani, e tra questi anch’io, ha perduto la propria identità a favore di tutti gli altri animali che dettano le regole del gioco in una foresta artificiale, creata ad arte per far vivere sciacalli ed avvoltoi.
    Io sono Sì un leone, ma un leone ferito tra i denti di costoro, che mi danno il disgusto.
    Come vivrebbe un leone in città?

    • Italo Cillo says:

      Crea le tue regole del gioco.
      Non fare riferimento a quelle create dagli altri.
      La trappola è tutta lì.
      Non occorre arrabbiarsi contro gli altri: meglio creare direttamente la propria vita.
      Sembra difficile, ma lo è meno di quanto pensi…
      Saluti affettuosi

      • alessandra says:

        Grazie italo, affettuosi saluti anche da parte mia.

  33. Vincenzo says:

    Italo sei un grande leone. Complimenti per il modo in cui arrivi direttamente nella coscienza.
    Il tuo modo di esprimere i concetti è davvero invidiabile. Questa magnifica arte di comunicazione che tu utilizzi è un potere enorme per essere di vero aiuto alle persone. Mi chiedevo se è qualcosa di innato oppure si può anche imparare?
    Ciao Italo e grazie per questa saggezze.

  34. Italo Cillo says:

    Sì Vincenzo, il talento “c’entra” ma personalmente credo che TUTTO si possa imparare.
    Grazie a te, saluti affettuosi

  35. davide says:

    La sindrome del ” Leone che crede di essere una Capra penso che sia proprio ” La Grande Illusione ” .
    Per uscir fuori da questa illusione occorre studio e dedizione per sviluppare una GIUSTA VISIONE e pian piano coltivare la FIDUCIA nel sentiero e il CORAGGIO delle proprie azioni VIRTUOSE.
    Tutto ciò ha un prezzo ed il prezzo è tanto più alto quanto più ” grasso ” è il nostro IO.
    Questo è quel chi io sto sperimentando !
    Italo, ti ringrazio dal più profondo del cuore.

    • Raffaella says:

      Meravigliosa condivisione Davide, grazie!

    • Italo Cillo says:

      Grazie Davide, bellissime parole

  36. Belardo Domenico says:

    cosa ne penso ? MOLTO INTERESSANTE . C’E’ BISOGNO DAVVERO DI UN GRANDE SPIRITO ALLENATO , PER TUTTO CIO’. UN ALLENAMENTO COSTANTE E CONTINUO. , SOPRATUTTO NELLO SPIRITO DI SOPPORTAZIONE RIPORTATO NELLE NOSTRE SITUAZIONI. SPESSO MI DICO:DOMENICO. NON PUOI AIUTARE IL PROSSIMO SE PRIMA NON GUARISCI TE STESSO.
    CORDIALI SALUTI. DOMENICO BELARDO

    • Raffaella says:

      Ben detto Domenico, grazie!

      un abbraccio

    • Italo Cillo says:

      Grazie Domenico, saluti affettuosi

  37. Rossella says:

    Caro Maestro,
    non puoi neppure capire quanto i tuoi insegnamenti mi stanno cambiando profondamente, portandomi da una situazione patologica di vittimismo ad una di consapevolezza della mia forza.
    Ed il bello è che io sono uguale a tutti, tutti noi abbiamo questa forza dentro, bisogna avere il coraggio di guardarla in faccia e prenderla per mano, perchè diventi il nostro vestito quotidiano.
    Non è forte chi urla di più, ma chi cade e si rialza. Chi riesce, a fatica, soffrendo, a passare oltre la patina fumosa che vuole convincerti del contrario, ma la tua voce interiore dice NO, prosegui. Puoi cambiare la tua direzione, basta volerlo.
    Quante volte è capitato di essere in auto, indirizzati da un navigatore, e dire, no scusa, con quella strada allungo, faccio di testa mia? E trovarsi con km in meno da fare… il libero arbitrio è ciò che ci differenzia dagli “altri”, e spesso ci porta nella direzione corretta.
    Ecco. Cambiare strada si può, se non si è soddisfatti di quella che si sta percorrendo, anzi, si deve, per il rispetto che dobbiamo a noi stessi.
    Certo, la paura incombe, chi non l’ha mai provata? Io la sento ogni giorno.
    Però sto imparando che se ascolto solo lei, resto immobile. Se la affronto, miracolosamente sparisce.
    Probabilmente questo significa essere un leone: non aver timore di superare le prove della vita, con la fierezza di sapere che dentro di noi abbiamo una forza motrice così potente che se solo la chiamiamo in causa ci renderà inarrestabili.
    Facile a dirsi, più difficile a farsi. Ci vuole impegno, costanza, è una via, almeno per me, fatta di cadute e ricadute. Ma se il premio è la libertà, conquistata con la propria volontà, allora è un premio immenso.
    E per quelli, non serve la fortuna, ma dedizione, amore e gratitudine.
    Lo stesso che provo per il nostro Grande Maestro di Vita, che prendendoci per mano ci porta a ripercorrere la strada che lui ha già fatto, ma con una cura maggiore: ci aiuta ad evitare gli ostacoli più grandi.
    Mi inchino di fronte a tanta virtù.
    Grazie con il cuore.

    • Raffaella says:

      Meraviglioso Rossella,

      grazie a te per questa bellissima condivisione!

      un abbraccio grande

    • Italo Cillo says:

      Rossella, grazie per le tue belle parole e per il tuo grande cuore.
      Tante benedizioni.

  38. Danny says:

    Grazie mille Italo, mi hai fatto un bellissimo regalo….

  39. Arianna says:

    a me sembra che la differenza stia tutta in:
    attivo o passivo
    protagonista o comparsa
    drago- yang o vuoto egocentrico
    e credo che si nasca in un determinato modo
    poi , sempre secondo me , è inevitabile
    che uno migliora e l’altro peggiora

    • Raffaella says:

      Il Buddha diceva: la via di mezzo… 🙂

      un abbraccio Arianna, grazie!

    • Italo Cillo says:

      Grazie Arianna. Non necessariamente.
      La vera lezione è “sii quello che sei”.
      Non si tratta di diventare “diversi”.
      Un introverso non deve “diventare estroverso” (impossibile).
      Diventa un leone quando si accetta e “fiorisce” in quanto introverso.
      un saluto affettuoso

  40. Arianna says:

    permettimi un appunto. nella vita dopo che ti sei accettata
    se pensante(interpreto così il termine introverso) fiorisci solo
    se usi la tua “troppa consapevolezza” come forza.

    • Raffaella says:

      Non capisco, intendi dire che chi è estroverso non pensa? :O

  41. arianna says:

    Si. Se sei SOLO estroverso. Io credo che si faccia un po di confusione secondo me questi due termini sono scorretti

  42. arianna says:

    No intendo dire che primo i termini introverso estroverso significano poco secondo sei adulto se l hai capito…

    • Raffaella says:

      Mi spiace Arianna,
      ho dovuto per forza cancellare i successivi tuoi interventi troppo ‘sopra le righe’,
      ma se cercavi uno di quei siti dove sfogare le tue frustrazioni sappi che questo non è uno di quelli.
      T’invito ad esporre i tuoi pensieri in maniera più ordinata e rispettosa verso tutti,
      grazie.

  43. Sono straconvinta di essere un leone, lo sono anche di essere l’artefice di tutto ciò che mi riguarda, e so con assoluta certezza che io solo io posso migliorare il mio essere leone, ma a volte è piacevole, a volte è necessario “sembrare” una capretta! Questo credo sia importante !”sembrare” non essere!
    Ciao Italo, un abbraccio grandissimo.

  44. Angela says:

    Ciao Italo e complimenti,
    trovo davvero ben trattato l’ argomento (oltretutto non semplice da chiarire …) In particolare trovo il punto da te descritto come: 2) Che “la tua vita non ti rappresenta”, è la più grande menzogna che raccontiamo a noi stessi…. ” Un ottimo spunto su cui poter ogni tanto fermarsi a riflettere, per fare un “resoconto” sulla veridicità di ciò che pensiamo di noi…. e constatare se c’è differenza o meno tra ciò che pensiamo e come viviamo. Per la serie: imparare a dubitare dei propri pensieri e verificarli .
    Bhè, intanto salvo il tuo articolo e me lo stampo ! (rileggerlo mi farà sicuramente bene 🙂
    Grazie !
    Un abbraccio e un saluto a tutti !
    Angela

  45. Silvia says:

    In generale il livello in cui ci umiliamo o castighiamo le nostre aspirazioni è in relazione a quanto PENSIAMO di doverci conformare, ma il più delle volte tutta questa pressione è ILLUSORIA, è del tutto dentro di noi, gli altri non si aspettano affatto che noi ci sacrifichiamo, e non ne sono nemmeno felici, anzi (anche perchè se noi siamo tristi e frustrati gli altri non è che ne sono poi tanto contenti).

    Siamo noi a farlo, a VOLER rinunciare, a DECIDERE di vivere vite che non ci piacciono, ma mica perchè davvero vogliamo bene agli altri, direi che è proprio il contrario. Solo che ci hanno insegnato che è così che si vive…. Qualcuno magari si è sacrificato in precedenza per noi, e quindi è GIUSTO che anche noi ci sacrifichiamo, per quanto sia una PESSIMA IDEA!!!

    Non è mai quello che viviamo ad intaccare la nostra serenità, ma come lo viviamo. Non sono le situazioni o gli eventi esterni a farci stare male, ma come noi reagiamo di fronte ad essi.

    Certo a meno che non si parli del dentista, l’ortopedico o simili 😉

    Quando si fa campeggio ci si diverte tantissimo a farsi la doccia (in genere fredda) all’aperto o dormire su un materassino (sgonfio) in canadese, ci piace enormemente perchè lo consideriamo, lo valutiamo positivamente, e si paga pure molto volentieri per farsi un paio di settimane del tutto poco confortevoli, ma splendidamente gioiose…

    Il modo in cui come esseri umani reagiamo, cambia infinitamente, a seconda dello stato vitale, delle idee che abbiamo, delle aspettative e dei condizionamenti. Credo che sia importantissimo sfidarci nel superare i nostri limiti e la nostra paura di cambiare.

    Bello davvero questo articolo, mi ha sostenuta in un momento di pausa in un giorno in le troppe ore di lavoro mi hanno fatto calare l’energia, e mi ha fatto pensare a una cosa che amo mi venga ricordata spesso: che è proprio vero che possiamo realizzare ogni cosa, con la forza di leoni ruggenti.

  46. Bona says:

    Distruggere o sopportare. Da giovane distruggevo perché non sopportavo. Poi ho sopportato per non distruggere. Alla fine la Via che insegni tu, caro Italo, è Quella di diventare consapevoli che possiamo essere liberi. Per me non è stata una passeggiata e spesso ricado in vecchi schemi che credevo di aver superato. Si tratta di scegliere ogni giorno se si vuole vivere da leoni o da capra. Se si vuole essere fedeli al proprio richiamo o rimanere in una situazione che rende infelice te e chi ti circonda. Essere amorevoli e pazienti con noi stessi, trasformare le nostre paure e dipendenze con la Forza che vive in noi, perseverare, essere tenaci e sapere che cambiare si può, basta volerlo.
    Grazie Italo, questo per me è un momento particolare e tu, come sempre, rinvigorisci la mia determinazione.
    Grazie di cuore.
    Bona

    • Italo Cillo says:

      Grazie a te Bona, buon proseguimento del tuo percorso di crescita, che non finisce mai.

  47. Rosario says:

    Ottimo articolo!! Grazie Italo

  48. maristella says:

    penso che sia arrivato il momento di uscire dallo standard della mia vita: sopportare……..e poi mandare tutti al diavolo. E’ quello che mi aspetto di riuscire a fare con il tuo aiuto

    • Italo Cillo says:

      Questo è molto bello Maristella. Io posso aiutarti. Per favore cerca di partecipare al prossimo incontro.

  49. emanuele says:

    Ciao Italo, mi ricordo di questo articolo, e lo commentai con entusiasmo perché proprio grazie alla sua lettura presi ( era Febbraio o Marzo non ricordo) il toro per le corna e tornai a piombo su un sogno che mi accompagnava da almeno vent’anni: scrivere un libro.
    Bene, dopo nove mesi ( non credo alle coincidenze) è nato e sta per essere pubblicato, manca solo un’ulteriore piccola revisione.
    Mi perdonerai se in una precisa parte del testo ho preso spunto da alcune tue parole, riguardo alla Legge Aurea ( virtù e amore) altrimenti sono ancora in tempo a cambiare : ).
    Sono così felice di aver saputo rispondere alla vocina interna che mi diceva <> con un bel <> Allego la prefazione fatta dall’editor perché è il premio più gradito, molto oltre a quelle che potranno essere le vendite. Hanno saputo cogliere perrfettamente ciò che volevo trasmettere.
    Un saluto Emanuele
    PREFAZIONE
    “L’essere umano, inteso non solo come uomo, ma come individuo ed essere vivente facente parte di un progetto oltre la vita quotidiana, è l’incipit di questo romanzo. Tutta ha inizio infatti in totale armonia e ricercata coesione tra uomo e natura, in un evidente connubio che getta le basi per una trama decisamente originale, che incalza a ritmi serrati, e non concede pause. Sarà proprio il passato di entrambe i gemelli, il loro amore incondizionato per i viaggi estremi, quelli fatti di percorsi non turistici, scevri da ogni comodità e intrapresi in luoghi non battuti, a iniziarli alla conoscenza di se stessi, conoscenza intesa sia come capacità di interazione con la natura, che come abilità nel saperla sfruttare anche quando le condizioni saranno estreme. Una ricerca della spiritualità che li vede impegnati da tutta la vita, farà di loro, due fari nella notte, li illuminerà guidando ogni membro della famiglia e non solo…
    In un connubio perfetto tra passato e futuro, in ‘cul de sac’ tra realtà e presunta immaginazione, gli adulti Max e Tony, le rispettive mogli Sabrina ed Eleonora, e i tre giovani figli, privati di ogni possibilità di scelta, saranno costretti a conoscere mondi diversi, ad attraversare confini mai sospettati, a convivere con verità raggelanti, e a combattere sanguinose battaglie con altri esseri umani.
    Perché oltre che a una trama geniale sia negli intrecci che nel suo essere volitiva, in cui gli scenari non solo incedono vigorosi, ma si intersecheranno, si sovrapporranno, per poi scindersi, separarsi e infine ricomporsi come tessere impazzite di un puzzle, grande e prepotente è il monito che urla senza tregua: in ogni occasione, sia nel passato, che nel presente, volendo guardare al futuro, L’UOMO non è solamente il fautore del suo destino, ma il perenne ago della bilancia tra vita o morte, felicità o disperazione. Tutto ciò che interagisce con l’uomo, si muove e risponde a causa dell’uomo stesso. Non siamo solo singoli individui, ma ingranaggi perfetti di un progetto enorme che non si ferma alla gestione delle singole vite, ma che è parte integrante e fondamentale, di un universo più grande, immenso e perfetto.
    La dimostrazione perpetuata attraverso i protagonisti di questo romanzo, che in qualunque dimensione l’uomo si trovi, qualunque siano i mezzi di cui dispone, la natura non potrà piegarsi definitivamente al suo volere e che l’uomo stesso, è solo un piccolo ingranaggio di un sistema senza confini, una piccola rotella tanto distruttiva quanto inutile. Non esiste passato, presente o futuro, l’Autore saprà abilmente dimostrarcelo, in cui questa teoria potrà essere messa in discussione. E’ la legge che domina l’universo, è un monito di speranza e redenzione verso cui l’uomo, spesso accecato dall’ingordigia e dalla sete di potere, si presenta sordo e cieco.
    In ultimo ma non meno importante assistiamo al processo di trasformazione, di cambiamento forte e sentito, in cui la vita domina oltre la vita, e l’uomo non può che arrendersi e cibarsi di questa conoscenza che lo renderà eterno. Di fronte all’universo vasto e infinito, diveniamo piccoli essere insignificanti che in solitudine, preda della cattiveria, vittime dell’egoismo e sprezzanti di ogni dono che ci è stato fatto, incapaci di trovare risposte, e finendo per essere noi stessi i sicari delle nostre vite.”

  50. emanuele says:

    Non è apparso nel commento: alla vocina interna che mi diceva E’ INUTILE! NON CE LA FARAI MAI ho risposto con i fatti

    • Italo Cillo says:

      Che bello! Bravissimo Emanuele, ricordo il tuo commento e sono felice che tu ce l’abbia fatta. Congratulazioni e saluti affettuosi.

      • emanuele says:

        grazie e perdonami se ho scritto la stessa cosa su due articoli, ma ci tenevo a fartelo sapere.
        Un abbraccio.
        Emanuele

  51. fabrizio says:

    Bella storia.mi ha fatto ricordare una frase che diceva spesso mio padre:meglio Un giorno da leone che cento da pecora.

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